L’Angelus del Papa
“La violenza va ripudiata”, scongiurando “il ritorno a contrapposizioni nazionalistiche che tanto tragiche conseguenze hanno prodotto in altre stagioni storiche”. Così il Papa all’angelus di ieri, domenica 24 agosto. Pensando al clima di tensione che ha avviluppato l’Occidente e la Russia, dopo la crisi che ha coinvolto la Georgia, la provincia indipendentista dell’Ossezia del Sud e Mosca, il Papa ha, tuttavia, chiarito che “non bisogna cedere al pessimismo!”. Occorre piuttosto percorrere la strada della “forza morale del diritto, trattative eque e trasparenti per dirimere le controversie, a partire da quelle legate al rapporto tra integrità territoriale e autodeterminazione dei popoli, fedeltà alla parola data, ricerca del bene comune”. Riflettendo poi sulla liturgia odierna, il Pontefice ha pure ribadito come ogni cristiano sia chiamato ad una solenne professione di fede, nella “consapevolezza che è Cristo il vero tesoro per il quale vale la pena di sacrificare tutto”. Quindi un pensiero alla missione della Chiesa, edificata sulla roccia di Pietro. Mai identificata “con una sola nazione, con una sola cultura”, ma “Chiesa di tutti i popoli”.
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