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Papa Ratzinger rockstar dell’anno, dopo Silvio e Obama

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Cover "Alma Mater"

Sulla copertina della rivista musicale “Rolling Stone” si celebra Silvio Berlusconi come rockstar dell’anno. La motivazione: “Da sempre oltre ogni riga, adoratore delle feste, e delle canzoni, e delle gnocche. Non ci sono dubbi. E’ lui il più grande rocker dell’anno, non solo in Italia. Tutti gli altri sono boyscout in confronto, incluso il Vasco (Rossi) dei tempi d’oro. Il pubblico internazionale lo osserva con gli occhi di fuori. E lui intanto sogna stadi pieni di fan”. “La cosa migliore è essere amati – dica alla CNN – e io faccio di tutto per essere amato. Non solo dai media, ma da tutti”. Don’t worry, Silvio, be happy”.

Nella speciale classifica, segue Barack Obama, presidente degli Stati Uniti: “Luci e ombre di un’icona politica che sembrava intoccabile e invece… Le truppe Usa rimangono in Iraq e Afghanistan, Guantanamo è ancora lì e il rapporto con l’Iran è tutt’altro che sereno. La domanda sorge spontanea: Obama alimenta false speranze o ha davvero le carte in regola per cambiare le sorti del suo Paese e del mondo?”.

Un gradino più in basso, al terzo posto, Papa Ratzinger. Sì, il nostro Sommo Pontefice: “Prima di lui l’aveva già fatto, nel 1999, Giovanni Paolo II. Che il Papa esca con un disco non è quindi più una novità. Che però lo faccia con l’etichetta storica dei Nirvana (il cui boss, David Geffen è fra l’altro dichiaratamente gay) è cosa ben curiosa. Ecco quindi “Alma Mater”, album dal piglio gagliardo e dal sound vagamente mozartiano, di Benedetto XVI. Che avverte: “Il rock va depurato dei suoi messaggi diabolici”. Parola di frontman teutonico”.

Lo confesso… mi sono divertito nel leggere l’articolo dedicato al Papa, nonostante l’ironia tagliente e una certa ambiguità, a volte fuori luogo (vedi citazione di Madonna, alias Maria Luisa Ciccone). Così è scritto a pagina 53 del n. 74 di Rolling Stone di Dicembre (rivista a cui sono abbonato): “Il rock vuole liberare l’uomo da se stesso nell’evento di massa e nello sconvolgimento mediante il ritmo, il rumore e gli effetti luminosi, facendo precipitare ch vi partecipa nel potere primitivo del Tutto, mediante l’estasi della lacerazione dei propri limiti”. Caspita. Forse nessuno tra i critici di Rolling Stone avrebbe potuto fare una simile dichiarazione di stima per il potere del rock”.

“Rolling Stone” mette in risalto le divergenze tra Giovanni Paolo II e Benedetto XVI in materia di rock: il primo a favore – da ricordare l’incontro eucaristico con i giovani a Bologna nel 1997, insieme a Bob Dylan e Adriano Celentano. Ratzinger invece contrario all’utilizzo del rock  nelle assemblee liturgiche (condivido pienamente). Paolo Madeddu, autore dell’articolo, giudica poi il disco, come si confà per un album appena pubblicato, prologo al passaggio più gradevole del pezzo, cioè la critica positiva sui testi pronunciati dal Papa Ratzinger nel disco “Alma Mater”.

“La posizione del Papa è tutt’altro che ambigua: “Il rock deve essere purificato dei suoi messaggi diabolici”. Il che significa: non perdere tempo ad ascoltare il disco al contrario. Vi basterà ascoltarlo nel verso giusto per sentire comunque delle cose interessanti e a loro modo subliminali: intanto l’invocazione “Vogliamo ringraziarti Madre di Cristo. Ti sentiamo sempre anche noi vicina in ogni istante dell’esistenza soprattutto nei momenti di oscurità e di prova”. Ehi, non è questo che fanno le canzoni? Dare un sapore eroico ai nostri blues?”.

Viva il Papa, sempre.

Immagine anteprima YouTube

Il set fotografico interno al cd “Alma Mater” di Benedetto XVI

Papa foto 1

Papa foto 2Papa foto 3

  • Mi sono servito dell’articolo di “Rolling Stone” per recensire, indirettamente, il disco di Benedetto XVI, “Alma Mater”. Leggo, ascolto e scrivo di rock, ma la musica sacra e classica è roba per intenditori! “Leggere” un disco è la prima cosa che faccio, prima di passare all’ascolto integrale di un album. E spesso lo faccio attraverso le critiche musicali d’intelligenze laiche, assai lontane dalla Chiesa e dai suoi dettami. Nel blog, poi, cerco di drizzare il tiro, e di portare alla luce il divino rappresentato nel pop e nel rock. Senza dogmatismi o difese confessionali. E’ il metodo che utilizzo per il blog e che porta frutti. :-)

    Max Granieri

    2 dicembre 2009

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