Una lettera al mondo

La protesta in Iran sembra essersi spenta. Almeno è quello che il regime vorrebbe far credere al mondo intero. Ma la rete web si rivela fondamentale per la trasmissione di notizie riguardo la rivolta popolare, altrimenti censurata dai poteri forti di un governo eletto senza il consenso degli iraniani. Saeed Valadbaygi è un blogger che affronta impavido il pericolo: sfida le autorità militari, annotando – quotidianamente! – quanto accade nel suo paese . Oggi, nel suo blog Revolutionary Road… appare un post scritto anche in italiano: “Una lettera al mondo – Cosa farete con la crescita della gioventù?”. Ho deciso di linkaro, a sostegno degl iraniani che reclamano il diritto a vivere in libertà, nel loro paese. Free Iran!
Scrivo questa lettera per conto di uno studente “targato” sul corso di laurea
Scrivo questa lettera per conto di un operaio fustigato in meta’ settembre
Scrivo questa lettera per conto di un giovane condannato a morte
Scrivo questa lettera per conto di una donna condannata a lapidazione
Scrivo questa lettera per conto di Saeed Valadbaygi
Sono anni che lottiamo per i nostri diritti fondamentali. In questo percorso ci arrestate e ci mettete in carcere, ci fustigate e torturate, ci giustiziate e ci esiliate. Siamo pero’ ancora in piedi e abbiamo resistito.
Nella giornata internazionale di donna 8 marzo, abbiamo dichiarato con determinazione che uomini e donne sono uguali e abbiamo condannato qualsiasi forma di pregiudizio tra i sessi. Ma ancora le leggi maschilisti e medivali sono da voi applicate contro le donne.
Nella giornata internazionale di lavoratori 1 maggio, abbiamo preteso di avere i nostri diritti. Abbiamo dichiarato che noi siamo compagni della strada e condividiamo gli stessi obiettivi di quelli della nostra classe sociale in tutto il mondo e abbiamo chiesto di fermare le ingiustizie nei confronti di lavoratori immigrati. Nonostante, voi ci avete arrestato e ci avete trattenuto nei peggiori delle condizioni e ci sottoposto a tortura. avete fustigato gli operai in occasione della giornata di primo maggio e gli avete imposto pesantissime multe.
Nella giornata internazionale di infanzia, abbiamo dichiarato che i diritti dei bambini debbano avere la priorita’ e che non avete il diritto di sfruttare i bambini come forza di lavoro grauito e silenzioso. Ma avete continuato a sfruttargli nelle fabbriche e per le strade.
Nella giornata di studenti, abbiamo chiesto di non giustiziare, non lapidare e di mettere fine alle regole disumani della Sharia, e consentire che l’universita’ sia un luogo per formazione e produzione di risorse e di conoscenza per la nostra societa’. Ma voi ci avete attaccato e di note avete arrestato i nostri compagni e gli avete porati in carcere bendati. Ci avete targato con le “stelle” e ci avete espulso dalle universita e ci avete messo le vostre basi militari. Noi vi abbiamo ripetutamente detto che l’universita’ no e’ una base militare e chiesto di ritirare le vostre forze ma voi ci avete attaccati nelle aule e nei campus e avete massacrato gli studenti.
Proprio oggi e’ i funerali di uno di questi nostri compagni… Si parlo di Kianoosh Assa .. Quella che avete assasinato nella prigione sotto la tortura.
Noi ripetutamente e con le vocie unite con il movimento globale abbiamo gridato di fermare le sentenze di morte dei minorenni. Ma voi avete giustiziato la nostra Delara e ancora continuate a portare bambini tremanti e deboli alla foca di impiccaggione.
Noi vi abbiamo detto che il popolo iraniano no e’ ne a favore di guerra ne vuole che nessuna razza o gruppo sia deistrutto. Noi abbiamo gridato lo slogan “Umanita’ .. l’unica identita’” e “una unica terra per l’intera umanita’”, ma voi avete condituato di dichiarare le vostre idee personali per conto del popolo iraniano.
Noi piu’ volte abbiamo detto che non vogliamo lo stato islamico ma voi avete continuato di governare con le leggi medivali.
Noi vi abbiamo avvertito e sono anni che lottiamo. Questo movimento che oggi voi chiamate “polvere e sporcizia” e’ dello stesso studento, la stessa donna, lo stesso bambino e lo stesso operaio che avete oppresso in tutti questi anni.
Questo non e’ un movimento dei ribelli immotivati.
Questo no e’ la protesta di elettori che hanno perso le elezioni.
Questo e’ la grida del popolo oppresso iraniano che tutto unito grida Morte al Dittatore, Morte a Khamenei e Morte alla Repubblica Islamica.
Questa grida e’ l’eco delle voci che in tutti questi anni, dagli angoli delle celle dei vostri carceri, avete sentito dai prigionieri liberalisti.
Il popolo iraniano si sono ritrovati e sanno che il segreto del vostro rovescamento e’ nella loro unita’. E’ per questo motivo che negli slogan gridano “Non avete paura .. siamo tutti insieme”.
Il popolo iraniano, uomini e donne, come aveva gia’ dichiarato, uniti insieme, sono usciti per le strade e hanno affrontato i proiettili. Il giorno che avete ucciso Neda, ho visto un’altra donna che si era messo davanti ai Basiji con le bracce aperte e urlava “colpisci anche me”.
Questo e’ il movimento verso il vostro rovescamento che grida “Uccido .. Uccido .. chi ha ucciso il mio fratello”!
In un momento non lontano, la storia si ripetera’ anche per voi e la liberta’ e l’equilibrio sar’ il messaggio del popolo iraniano per il mondo.
Ma io .. sono Saeed Valadbaygi, l’operaio studente che piu’ volte ha visto le vostre prigioni e i vostri carceri.
Lo studente “targato” che avevate espulso dall’universtia’ e l’operaio che ha passato i migliori anni della propria vita in esilio e in prigione. Io sono il grido di un dolore in comune che mi ha fatto stringere il pugno durante tutti questi anni, sempre piu’ forte, in modo che oggi posso gridare Morte al Dittatore!
Non mi minacciate di morte e di prigione. Sono giorni che avete messo la mia famiglia sotto le peggiori di pressioni e ripetutamente avete attaccato la nostra casa. Ma ogni volta siete stati i perdenti di questa battaglia.
Questa oppressione e evocazione dell’atmosfera di terrore, non pu’ ostacolare l’insieme dei nostri compagni e le lroro famiglie, perche’ siamo ben consapevoli che per raggiungere la liberta’, non abbiamo niente da perdetto che le nostre catene.
Le vostre misure possono momentaneamente interrompere il nostro lavoro. Forse perderemo i nostri piu’ cari compagni e i migliori momenti delle nostre vite, ma non riuscirete mai a fermarci.
[Poesia Persiana]
Guarda sono verde, colorato e virile
Guarda sono folto e robusto
Nonostante le ferita dell’ascia
ho le radici nella terra e sono glorioso
Diciamo che, come credete, mi sono abbassato per terra
e i miei rami sono feriti dal colpo della vostra ascia
Cosa farete con il mio radice?
Diciamo che su questo tetto
siete seduti in agguato di un uccello a cui proibite il volo
Cosa farete con i pulcini nel nido?
Diciamo che il vento bastardo della notte
stia urlando tutto ubriaco
Cosa farete con il canto del mattino?
Diciamo che colpite … diciamo che rapite .. diciamo che uccidete
Cosa farete con la crescita inevitabile della gioventu’?
Non pensate che sono finito
che sono storia e un ricordo
Sono cosi avvolto dal dolore di questo popolo
Sembra un grido .. un grido .. un grido ..
Lascia un commento




