Ipotesi su John Lennon “cristiano”

Londra, Marzo 1966. John Lennon rilasciò un’intervista a Maureen Cleave, giornalista de Evening Standard. L’articolo della Cleave, intitolato “Come vive un Beatle? John Lennon vive così”, uscì il 4 marzo: il suo tema era la trasformazione di Lennon da idolo delle sbarbine a intellettuale socialmente riconosciuto. In pieno delirio d’onnipotenza, Lennon dichiarò: “Il cristianesimo scomparirà. Si ridurrà e svanirà. Non occorre che lo dimostri. Io ho ragione e si vedrà che ho ragione. Adesso noi siamo più popolari di Gesù: non so chi scomparirà per primo: il rock ‘n’ roll o il cristianesimo. Gesù andava bene ma i suoi discepoli erano rozzi e ignoranti. Per me è il travisamento che loro hanno fatto che rovina tutto”.
Qualche mese più tardi i Beatles visiteranno gli Stati Uniti d’America, per una serie di concerti che li vedrà come la band più celebre e discussa della storia della musica. Il 29 luglio, appena due settimane prima dell’inizio programmato della tournée estiva dei Beatles negli USA, la rivista giovanile americana Datebook ripubblicò estratti dell’articolo della Cleave, usando come titolo della prima pagina la frase più peregrina dell’intervista: “Non so chi scomparirà per primo: il rock ‘n’ roll o il cristianesimo”. Nel giro di tre giorni, le osservazioni di Lennon erano nelle prime pagine dei giornali in tutti gli Stati Uniti. Quella frase urtò i religiosi americani, puritani e viziosi, un paradosso che portò i Beatles ad essere identificati come “diabolici”. Gruppi di varie confessioni cristiane (metodisti, battisti, cattolici etc.) e i fanatici del Ku Klux Klan bruciarono i dischi dei Beatles, con roghi pubblici e proteste reiterate durante il tour statunitense dei quattro di Liverpool. Lennon lì parafrasò come “ipocriti” in un’intervista alla BBC, tre anni più tardi.
Il video Beatles are “bigger than Jesus” row | sito web BBC
Il documento audio dell’intervista, trasmesso tempo fa da Radio 4 (canale culturale della BBC), spiega l’equivoco verbale, consegnando alla cronaca il dietro front di Lennon sul cristianesimo. Già durante la tournee americana del 1966, a Chicago, in una conferenza stampa, per quietare gli animi, John Lennon rettificò il suo pensiero: “All’inizio avevo sottolineato il fatto in riferimento all’Inghilterra, cioè che noi ai ragazzi diciamo di più di quello che gli dice Gesù, o la religione. Non la stavo criticando o mortificando, stavo solo presentando un dato di fatto. Ed è più vero per l’Inghilterra che per qua. Io non dico che noi siamo migliori o più grandi, e non paragono noi con Gesù Cristo come persona o Dio come realtà, qualsiasi cosa sia. Sapete, io ho soltanto detto quello che ho detto, ed era sbagliato. O è stato capito male”.
Passata la sbornia e le intenzioni mistificatorie, dopo le pesanti ripercussioni sui Beatles (smisero di esibirsi dal vivo dopo il tour in USA) John Lennon dichiarò alla BBC che i Beatles erano cristiani e che lui era un ammiratore di Cristo.
Cristo non era un punto di riferimento per i giovani inglesi come i Beatles, trasformati dai loro fans in divinità e non solo in Gran Bretagna. Questo il senso della frase “Siamo più famosi di Gesù Cristo”, strumentalizzata ad hoc dai giornali americani, abili nel montare “il caso Beatles” alla vigilia del loro tour negli States.
Lennon interpretò a modo suo quel potere persuasivo che nessuno – prima dei Beatles – aveva mai avuto sul mondo, neanche Gesù. Ringo Starr, batterista dei Beatles, spiegò che tale era il delirio per i Beatles, che al gruppo furono attribuiti poteri taumaturgici. Durante i concerti, portavano gli ammalati, i poveri, i diseredati, nella speranza di essere salvati da un beatle, come a Gesù nella sua missione terrena: “Continuamente portavano dietro il palcoscenico gente paralizzata perché fossero toccati da “un Beatle”, è una cosa strana. Non è capitato solo all’estero, anche in Gran Bretagna. C’erano anche dei casi veramente disgraziati, che Dio li aiuti. C’erano dei poveri bambini piccoli che dovevano essere portati dentro con la culla. E anche qualche terribile figlio del talidomide col suo piccolo corpo spezzato, senza braccia, senza gambe, e quasi senza piedi”.
Curioso il rapporto tra Lennon e la chiesa anglicana, evidenziata nell’intervista del 1969: “Il rapporto con la chiesa si concluse quando un prete cacciò me e i miei amici dalla chiesa perché davamo fastidio. Avevo quattordici anni”. Banale pensare che l’avversione di Lennon verso le istituzioni religiose possa essere dipeso da un episodio simile. Ciò non basta per giustificare quel “Gesù andava bene ma i suoi discepoli erano rozzi e ignoranti”. John dichiarò d’essere “un grande fan di Cristo” e definì la Chiesa cattolica “ingiusta per alcuni divieti imposti ai divorziati”.
Ovvio che il suo pensiero cristiano non è da considerarsi tra i più originali. Rimane però la scoperta di una religiosità che – pur se svogliata e marginale – pareva non esserci affatto in Lennon, eccezione fatta per il brano Istant Karma, dove s’interroga sul senso della vita. L’agnosticismo di John Lennon che ha spaventato gli States (ed espresso nel brano “God”) sembra un “falso procurato allarme” che sul finire degli anni sessanta gettò un’ombra sinistra su un artista ventenne, anarchico e contraddittorio, lo stesso interessante.
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20 marzo 2010