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Franco Battiato e la virtù di dire la verità

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Franco Battiato

“Inneres Auge” è il nuovo singolo di Franco Battiato, anticipazione del suo nuovo e atteso album in uscita il 13 novembre prossimo. L’album “Inneres Auge – Il tutto è più della somma delle sue parti” è una raccolta dei tanti (e quanti!) successi rivisitati con la maestria a cui lui ci ha abituati.

Cosa vuol dire “Inneres Auge”? E’ una frase in tedesco, tradotto significa “Lo sguardo interiore”. Dopo “Povera Patria”,  Battiato guarda dentro le cose del mondo, oltre l’apparenza, affilando la spada dell’indignazione: con le parole e  la musica taglia a pezzettini i politici, quelli che soddisfano squallide voglie sessuali, mentre dovrebbero occuparsi degli italiani che perdono il lavoro e che fanno fatica a sopravvivere. La legge e la giustizia, i pilastri della democrazia, sacrificati al dio Mammona, il denaro, quella “moneta sonante” gettata tra la gente dai “ciarlatani e truffatori” per garantirsi il sostegno dell’opinione pubblica.

Il linguaggio di Battiato ricorda quello usato da Gesù durante gli scontri verbali con i farisei, i sadducei, gli scribi e gli anziani del popolo. La cosidetta casta sacerdotale, quella preposta a governare su un’intera nazione, a vigilare sul rispetto della legge di Dio. Godevano solo di privilegi, mentre caricavano di fardelli pesanti i poveri e gli inermi.

I tecnici del linguaggio usano il termine parresia per spiegare il modus parlandi di Cristo. Diretto e sincero, sempre rispettoso e mai servile. La parresia era già presente nel mondo greco (V secolo AC). Era una virtù praticata, la virtù di “dire la verità”. La verità che Cristo annunciava, portando in superficie le contraddizioni della casta ebraica sacerdotale. Lo stesso fa Battiato con la sua spietata analisi sociale della classe politica italiana.

Nel 2004 Battiato in “Ermeneutica” denunciava il fanatismo politico e la deriva del sacro in Italia, il tecnicismo esasperato che ha reso gli uomini schiavi delle macchine (fonte XL Repubblica).  Ora comanda “Sveglia!” a un paese che vive in orizzontale, disteso come un morto a terra, incapace di guardare in alto e in “verticale”, di pensare alle cose dello Spirito, inabile nel recuperare il senso divino del vivere e la dignità umana.

La linea orizzontale ci spinge verso la materia,
quella verticale verso lo spirito.

E’ la frase chiave del brano, somigliante a quella  pronunciata da Cristo nell’orto del Getsèmani: “Vegliate e pregate, per non entrare in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è debole” (vangelo di Matteo 26,41). Gesù lo disse a Pietro e ai suoi discepoli, mentre si preparava ad entrare nella sua Passione, offrendo la sua vita in riscatto di molti. Un avvertimento riattualizzato da Franco Battiato, rivolgendosi all’Italia, mentre patisce (anestetizzata) i colpi dei suoi persecutori, incurante del pericolo di morte che incombe sulla libertà di un’intero paese.

L’orizzontale e il verticale, incontrandosi, formano una croce. E’ lo stato di diritto crocifisso che canta Franco Battiato. Tale diritto presuppone che l’agire dello Stato sia sempre vincolato e conforme alle leggi vigenti, e questo avviene tramite la Costituzione scritta dai padri fondatori della Repubblica italiana. Quella carta costituzionale che qualcuno vorrebbe riscrivere per interessi personali.

“Inneres Auge” è il tentativo di far prevalere lo spirito sulla materia, di nobilitare l’anima di un popolo per continuare ad essere “animali pensanti” e istruiti. L’essere colti è l’unica difesa a disposizione per evitare che la stupidità trasformi l’edonismo in virtù da imitare; specie quella perseguita nelle feste private dai primari e servitori dello Stato.

Con le palpebre chiuse s’intravede un chiarore
che con il tempo e ci vuole pazienza,
si apre allo sguardo interiore: Inneres Auge, Das Innere Auge

Ascoltare le parole di Battiato è pericoloso: potrebbe punzecchiare quel senso critico addomesticato dalla televisione, il pulpito dei potenti, il vero vangelo per gli italiani.

Premi “play”, pensa e avrai salva la vita.

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INNERES AUGE
Come un branco di lupi che scende dagli altipiani ululando
o uno sciame di api accanite divoratrici di petali odoranti
precipitano roteando come massi da altissimi monti in rovina.

Uno dice che male c’è a organizzare feste private
con delle belle ragazze per allietare Primari e Servitori dello Stato?
Non ci siamo capiti
e perché mai dovremmo pagare anche gli extra a dei rincoglioniti?

Che cosa possono le Leggi dove regna soltanto il denaro?
La Giustizia non è altro che una pubblica merce…
di cosa vivrebbero ciarlatani e truffatori
se non avessero moneta sonante da gettare come ami fra la gente.

La linea orizzontale ci spinge verso la materia,
quella verticale verso lo spirito.
Con le palpebre chiuse s’intravede un chiarore
che con il tempo e ci vuole pazienza,
si apre allo sguardo interiore: Inneres Auge, Das Innere Auge

La linea orizzontale ci spinge verso la materia,
quella verticale verso lo spirito.
Ma quando ritorno in me, sulla mia via,
a leggere e studiare, ascoltando i grandi del passato…
mi basta una sonata di Corelli, perchè mi meravigli del Creato!

  • Caro Max, mi piace moltissimo questa tua analisi del nuovo brano e della posizione di Battiato di fronte alla situazione “orizzontale” della nostra società (che è tutto tranne che trasversale, nel senso del pensiero…): complimenti!!
    Interessantissimo anche il parallelismo che hai colto (parzialissimo, lo so, ma azzeccato per questo aspetto!) con Gesù che, pur nel Suo infinito amore, “bacchetta” le incoerenze dei farisei…ho sempre riflettutto se, su una bilancia, il “buonismo” di chi si “autoelegge” giusto e coerente e, di contro, la “coerenza” di chi lotta ogni giorno con la consapevolezza dei suoi limiti (affidandone il completamento a Dio, con la fede e l’anelito alle cose alte) facessero pendere la stessa dall’una o dall’altra parte…
    Solo il nostro cuore, “bonificato” da lavaggi di cervello di qualsiasi natura e parte (spesso fatti da sedicenti “buoni”) e munito finalmente della razione di base di senso critico (“talento” primario di ogni uomo!), potrà cogliere le bellissime conclusioni di questo tuo post…e intravedervi, magari, insieme a me, la suddetta risposta..! :)
    Grazie come sempre, Max!

    Simonetta

    25 ottobre 2009

  • Ho aggiunto una riflessione sullo “stato di diritto”. Non mi piace parlare di partiti né di politici che li rappresentato. Mi sta a cuore, invece, il bene di una nazione e sono felice quando un’artista chiama a raccolta le intelligenze di un popolo (nulla di sinista in quello che scrivo) per ribellarsi davanti a tanto scempio. Grazie Simo per aver compreso fino in fondo il messaggio sotteso (ma non troppo) nel mio post. Spero che tutti i lettori sappiano accogliere l’invito di Battiato: tornare a stupirsi per le cose belle della vita e invocare il sacrosanto diritto d’indignarsi quando un premier di Stato – e non da solo – dorme su un letto prestatogli da un’altro presidente, spendendo male i soldi dei contribuenti.

    Max Granieri

    25 ottobre 2009

  • grande battiato! ancora una volta una canzone e un testo tosto e attuale, non avevo pensato alla similitudine con “l’operato di gesu’” la virtu’ di dire la verita’! e franco fa proprio questo :-)
    i miei complimenti max!!!

    maurizio

    25 ottobre 2009

  • Grazie a te Maurizio! Grande!!!! :-) :-) ;-)

    Max Granieri

    25 ottobre 2009

  • ottimo post max, letto e ascoltato con molto interesse… gl

    gian luca figus

    28 ottobre 2009

  • Grazie Gian! :-)

    Max Granieri

    31 ottobre 2009

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