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Il priore non riceve perché sta ascoltando un disco

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still-burning

“Stasera ho provato a mettere un disco di Beethoven per vedere se posso ritornare al mio mondo e alla mia razza e sabato dire a Rino: “Il priore non riceve perché sta ascoltando un disco”. Vedo invece che non me ne importa nulla. Volevo anche scrivere sulla porta “ I DON’T CARE PIU’ ”, ma invece me ne CARE ancora molto, tanto più che domenica mattina quando avevo deciso di chiudere ogni bottega (scolastica e parrocchiale) Dio m’ha mandato Ferruccio e Enzo e una fila d’altri ragazzi di San Donato come per dire che devo seguitare a amare le creature giorno per giorno come fanno le maestre e le puttane” (Don Milani, Lettere alla Madre)

Ricordo. Frequentavo l’ultimo anno di teologia. Ad aprile del 2002 avrei dovuto ‘affrontare’ la professione perpetua nella Congregazione. In eterno passionista. Scelsi l’Argentario, la nostra casa di noviziato, per una settimana di esercizi spirituali. Lì, in quel posto incantevole c’è la prima casa fondata da Paolo della Croce, mio fondatore e padre nella fede. Più in su dell’isolotto, nel ritiro di San Giuseppe, avevo già vissuto la stessa esperienza per la prima professione religiosa. Portai con me una biografia di Don Milani. Un gigante. Oggi mi sono imbattuto in una lettera indirizzata alla madre. La leggo spesso. Dice tutto di un sacerdote, del suo stare al mondo, con un cuore dilatato al massimo per servire senza riserve gli altri, senza condizioni e limiti di tempo. L’ho ripresa in mano dopo che una coppia di fidanzati mi ha fatto visita all’una del pomeriggio, quando ormai le porte del santuario, della chiesa e dell’ufficio parrocchiale erano state chiuse. Stavo ascoltando un disco dei Ramones. Quei due ragazzi mi hanno intenerito, volevano una benedizione per la loro unione. La stessa cosa si è ripetuta ieri sera, ore 20.20 circa. Ero in stanza, caricavo giga di musica sull’iPod, dopo una giornata di confessioni, celebrazioni, relazioni da consegnare etc. Un pò di relax quando non si va in palestra. In un nano secondo provi fastidio, c’è da caricare Van Morrison e John Mellencamp! Ma poi la storia, i sogni e le speranze di chi hai dall’altra parte del cellulare ti ricordano chi e cosa sei (non c’è persona in parrocchia che non abbia il mio numero – giusto così).

Oggi non voglio scrivere chissà cosa, sono impegnato in un nuovo articolo, nell’ascolto di brani, nella lettura di testi etc. C’è il lavoro in parrocchia che prende molto tempo, quando – a volte – vorrei dedicarmi ai libri, ai dischi, alla preghiera personale con la Sacra Scrittura, vedere di più i miei nipotini. Non sarò mai parroco nel senso letterale del termine, come religioso mi presto alla parrocchia e non è un male. Se a don Milani non interessava più Beethoven – apprezzava però una giovane Mina, a me dei dischi invece me ne CARE ancora molto. La musica è diventata parte integrante della mia esperienza cristiana. Ascoltare un disco può diventare un piccolo esercizio spirituale, come guardare un film, osservare un quadro o leggere un romanzo.

Oggi è un giorno tranquillo, dopo mesi posso dedicare qualche ora alla musica. Il cinema… mi piaceva, ma non ho più tempo: noleggiati 5 dvd, non ne ho visto neanche uno.  Tra poche ore li dovrò restituire. Non è facile  fare tutto quello che si vuole. Anche il blog fatico ad aggiornarlo. Ma non importa. Rischierei di sdoppiarmi. Non sono un genio. Non a caso, da piccolo (avevo sei anni) amavo guardare Carosello e il mio idolo era Cimabue, un fraticello impacciato (vai a sapere come poi vanno a finire certe cose). Quando combinavo danni in casa, canticchiavo: “Cimabue, Cimabue, fai una cosa e ne sbagli due”.

Immagine anteprima YouTube

Ho cominciato questo post per scrivere altro… Poi don Milani, Cimabue e i fidanzati mi hanno condotto fino a questo rigo. Il big ben del mio scrivere, oggi, trova origine in una canzone che amo particolarmente. Un tesoro nella discografia dei Waterboys. Il frontman della band è Mike Scott, uno scozzese intellettuale prestato alla musica. Nelle sue produzioni soliste ho scoperto Everlasting Arms, un brano con cui ho un rapporto speciale. Finora ne sono stato geloso. Quanta musica condivido nel blog, con gli amici, con tutti. Ma, fino ad oggi, questo pezzo è rimasto nascosto volutamente. Forse perché molto personale, quasi l’avessi scritto io. Descrive l’abbandono fiducioso di un uomo nelle braccia eterne e misericordiose di Dio. Quando si celebra l’eucarestia e si medita un passo biblico, ci si abbandona totalmente non al nulla, ma al Tutto. Cedi all’amore di Cristo, ogni volta.  E non trovi le parole, non sai cosa dire. Come descrivere quel momento? Vorresti renderlo eterno, e sai che l’eternità lì è gia cominciata, in quell’abbraccio, in quella protezione che senti avvolgere tutta la tua vita. Poi risquilla il telefono, la gente bussa alla porta e ti parla. C’è chi si lamenta dei riscaldamenti che al catechismo non funzionano, chi ti chiede un pò di acqua santa da buttare in casa, il postino che ti porta una comunicazione del tribunale ecclesiastico riguardo l’annullamento di un matrimonio, celebrato qualche mese prima. Tutto è preghiera, vero. Ma cosa fare per non lasciar passare quell’eternità vissuta un attimo prima, pregando? Come fissare quell’anticipo di paradiso? Ecco la musica. Interprete del tuo rapporto con Cristo. E da mesi c’è il brano di Mike Scott a farlo.

Ti prego, dopo averla ascoltata e meditata, la canzone ridammela. E’ mia.

Braccia eterne [Everlasting Arms, Mike Scott, Still Burning, 1997]

Signore tienimi tra le tue braccia eterne

Stretto tra le tue braccia eterne

Desisti così che io possa venire a riposare nella pace perfetta

Signore bagnami nella tua luce infinita

Signore sollevami nella tua luce infinita

Sveglia la mia mente

Perché io possa comprendere

E venire a cercare la verità di chi sono

[...]

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  • Max, bellisismo e umanissimo e densissimo post…Mi ricordo la prima volta che ho letto le lettere di don Milani…Dici bene un gigante! quanta tenerezza e quanta forza: mi ricordo un passaggio in cui don Milani avverte chi scrive di usare sempre una parola affilata, di non indugiare in parole vuote o troppo morbide o velate…bello il tuo post, e bella la canzone. grazie per averla condivisa!

    Luca Miele

    23 febbraio 2009

  • Leggendo e ascoltando il brano, mi ritrovo a pensare, guarda caso (Max), proprio a “Teresa d’Avila” di cui accennavamo solo poche decine di ore oddietro. Le sue lettere, di non immediata interpretazione, rispetto a quella di Don Milani, parlano di esperienze dolorose e mistiche al contempo che, mi pare, si accostino di molto a quella espressa nel testo musicale.
    La sue corde mi si sono avvinghiate addosso. Dovrai rassegnarti a condividerle.

    silvana iuliano

    23 febbraio 2009

  • Che dire… quando hai due lettori così sensibili?

    @Luca: don Milani arrivò nella mia vita improvvisamente. E le sue parole divennero un faro nel cammino. Ricordo che portavo i suoi scritti all’ateneo e ne discutevamo con i colleghi in aula. Le sue parole erano motivo di riflessione per noi che ci preparavamo ad essere preti, suore, laici consacrati, e chissà… in quel gruppo di studenti si nascondeva qualche santo e vescovo capace di cambiare il mondo, grazie anche al coraggio e all’umanità di don Milani. Grazie per aver compreso il post. Sei un grande, e tale è la tua sensibilità. Non dimenticare di salutarmi il mio babbà preferito!

    @Silvana: Dici bene, anzi… hai “sfruculiato” la mia curiosità. Sarei contento se in futuro si potesse costruire insieme, con il confronto dei testi, questa strana convergenza tra Santa Teresa e le liriche di Mike Scott. Io mi metto già in ricerca. E per quanto riguarda il brano, sapevo che sarebbe finita così… come un figlio che nasce, cresce e poi va via. Senza però dimenticare i suoi legami.

    Max Granieri

    23 febbraio 2009

  • Caro padre Massimo
    ti seguo da circa sei mesi con il tuo podcast, tutto veramente bello!
    Sono tuo coetaneo e appassionato di musica. Dopo anni di pratica buddista ( anche in vari posti in oriente) ho riscoperto la fede in Cristo ed ora sto facendo il cammino per il diaconato permanente. Mia moglie condivide con me la scelta ed anzi sta studiando teologia a Bologna. Da qualche anno purtroppo in lei si sono manifestati alcuni problemi (siamo aiutati da un padre veramente eccezionale nella sua dolcezza e umiltà). E’ un cammino di grande sofferenza ma il Signore ci ricolma di grandi momenti di gioia e pace.
    Tutto ciò perchè voglio testimoniarti la grande bellezza della canzone di Mike Scott. Questa canzone-preghiera ci ha dato tanta forza e consolazione e varie notti ha permesso a mia moglie di dormire serenamente ( e bada che lei non conosce l’inglese!), come se veramente il Signore la abbracciasse tutta la notte.
    Le Sue vie sono infinite no?!
    Grazie per la tua opera.
    Che il Signore ti benedica sempre
    Giovanni

    giovanni

    24 febbraio 2009

  • Se volessi riassumere il legame con la musica, non saprei scrivere meglio di Giovanni. Nel suo commento c’è la vita, l’inquietudine, il girovagare per il mondo alla ricerca di un senso. C’è la scoperta della fede, il dolore improvviso, la rinascita. C’è tutto il mistero della passione, morte e resurrezione di Cristo racchiusa in una storia, accompagnata da una canzone.

    “Questa canzone-preghiera ci ha dato tanta forza e consolazione e varie notti ha permesso a mia moglie di dormire serenamente”. E’ questo che cerco di spiegare agli altri: il suono della Sua presenza nella musica.

    Grazie Giovanni.

    Max Granieri

    24 febbraio 2009

  • Ti ho conosciuto come un “vulcano” di parole ed idee. Qui ti mostri come un agnello che sotto l’ombra di un albero si riposa.
    Mi fai accapponare la pelle nel leggere quanto la tua vita sta “crescendo” ed insieme alla tua anche quella di altri.

    Considerando l’amore nei confronti di don Lorenzo ed il fatto che io ci “abito” vicino, se venite qua (a Firenze) vi ci porto ben volentieri in quel posto sperduto che era ed è Barbiana.

    Silvio

    24 febbraio 2009

  • Silvio… thanks. Senza parole. Io a Firenze arrivo. Fino a Barbiana.

    Max Granieri

    24 febbraio 2009

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