Marlene Kuntz
Spesso le raccolte musicali hanno quel non so che di ruffiano, strategie commerciali per togliere la polvere dai dischi rimasti invenduti e in giacenza nei magazzini delle case discografiche. A volte invece servono per conoscere più da vicino un’artista, specie se la discografia è vasta o contorta. Un esercizio del genere potrebbe tornare utile a tanti ragazzi musicisti e bisognosi di un background di suoni prodotti nei meravigliosi anni ’60, ’70 e ’80. Acquistare compilation fa conoscere – anche se parzialmente – un’artista e la sua musica. Uno dei miei passatempi preferiti è di rovistare nelle ceste posizionate al centro di un comparto negli autogrill e ipermercati. In quelle gabbie stile Guantanamo è imprigionata musica di qualità e a basso prezzo. Così ho scoperto Peter Frampton (4.000 lire), The Aerosmith (in vinile, 3.500 lire), Emerson Lake & Palmer (7.000 lire), Primal Scream (€ 8.00) etc. Qualche volta, però, non serve fare il barbone musicale rovistando nei bidoni di dischi troppo presto dimenticati. E’ il caso del Best dei Marlene Kuntz, disco che li accompagna nel loro tour invernale. Nel link trovate tutto ciò che serve sapere della band cunese. La raccolta di successi dei Marlene contiene ovviamente una piccola parte del loro repertorio, impreziosita di brani tra i più belli della loro carriera. Ascoltati da sempre con un sano distacco perché estimatore degli Afterhours. Una sorta di duello alla Beatles vs Rolling Stones o Duran Duran vs Spandau Ballet.

E’ bastato un concerto live cui ho assistito lo scorso 4 febbraio per comprendere che il rock dei Marlene Kuntz è quel genere di musica che non stancherà mai di emozionarmi. Nella raccolta, ci sono alcune cover, “omaggi obbligati”, “citazioni dovute” come gli stessi Marlene Kuntz affermano nelle loro esibizioni. Manca Here Comes The Sun dei Fab Four da loro eseguita dal vivo e in italiano, ma c’è la mia canzone preferita di Mina (Non gioco più), una versione nuova di Libertà di Giorgio Gaber e Impressioni di Settembre degli eterni P.F.M. Se l’acquirente ha bisogno di un ulteriore incentivo, lo trova nell’inedito Il Pregiudizio. E non mancano capolavori come Retrattile (dal vivo ‘spacca’ da morire), Festa Mesta (tutti ci siamo sentiti come il protagonista durante una festa) e Bellezza, per quanto mi riguarda è il brano! Scrivere dei Marlene Kuntz come la band rock per eccellenza in Italia, credo sia un atto dovuto. Specie dopo aver assistito ad uno dei concerti rock più belli della vita. Peccato non aver incluso La mia promessa, brano spirituale che tornerà a far parlare di sé nel blog. Lo trovate nell’album Che cosa vedi. Enjoy!
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In effetti, “Impressioni di settembre” è fenomenale!
Silvio
14 febbraio 2009