Peter Buck e l’iPod

Peter Buck, chitarrista dei R.E.M. racconta perché i suoi affidabili iPod sono, sulla strada, costanti compagni per la vita. Intervista al magazine inglese The Sun, tradotta in italiano e pubblicata on line dal sito italiano Remfriends.
Ascoltavo la musica ancora prima di poter parlare. Mi ricordo di aver visto i Beatles all’Ed Sullivan Show quando avevo cinque o sei anni e di aver deciso allora, “Oh sì, questo è quello che farò da grande.” Ora ascolto musica sempre. Ce l’ho tutta su due iPods, circa 74.000 canzoni, e sto veramente cercando di avere ogni album, di cui mi sia importato qualcosa nella mia vita, a disposizione.
Quando viaggi tutto il tempo è bello mettere l’iPod in modalità random . Poi c’è qualcuno che dirà, “Caspita, chi è questo?” e così si mettono tutti i dischi dei quell’artista.
A volte ho difficoltà a dormire. Un mese fa camminavo verso le 4 del mattino e volevo solo sentire Raw Power di Iggy & The Stooges proprio in quel momento a volume alto. Mi ricordo di aver comprato Raw Power il giorno stesso in cui è uscito. Il vecchio mix è ovattato ma quello nuovo è la cosa più assurda che abbia mai ascoltato.
Ho detto che dovrei condurre un programma radio (ma davvero non sopporto il suono della mia voce). Mi piacerebbe farlo comunque è una cosa che mi diverte molto. Mi interesso seriamente alle cose – del tipo mi piacerebbe sentire ogni cosa del prog-rock italiano.
La mia vita è cambiata nell’ultimo anno o due. Ora vivo in un’appartamento carino, 426.72mq in condominio a Seattle.
Ho una stanza piena di vinili e cd ma, ora come ora, sono tutti sistemati negli scatoloni. Se rimanessi tanto a casa, allora sarei più propenso a sentire i dischi ma non posso impacchettarli tutti per il viaggio.
Potrei facilmente scegliere cinquecento o seicento album preferiti dai miei iPod però questa selezione non si avvicina per nulla ad essere definitiva. E’ quello che mi è venuto in mente in questo momento!
Accipicchia, cominciamo… (Peter inizia a ‘scrollare’ la lista di tutti gli album nel suo iPod nero Classics da 160GB)
After Bathing At Baxter’s dei Jefferson Airplane, amo quel disco. Oh, e Aladdin Sane by David Bowie. All The Young Dudes dei Mott The Hoople. Mi piaceva quell disco quando avevo 15 anni.
Mi piace molto una band chiamata Kinski di Seattle e il loro disco Alpine Static. Fanno della bellissima musica strumentale ambientale ma con più chitarre di quello che ti puoi immaginare da questa descrizione.
Sto ascoltando molto di Albert Ayler (sassofonista) al momento. Music Is The Healing Force Of The Universe è totalmente free-jazz modale con salti di ottava. Fa diventare matto chiunque eccetto me e Scott.
Ho tutte le Antologie Della Musica Folk Americana di Harry Smith. E’ un bel posto da cui apprendere. E’ da dove proviene tutta la musica che ascolti, tutta la pop music.
Bisogna avere Astral Weeks di Van Morrison. Puoi dire che non ne ha azzeccata più una da allora ma nessun altro lo ha fatto comunque.
The Avant-Garde di John Coltrane & Don Cherry… è davvero un bel disco. La maggior parte del mio jazz preferito va dal 1954 al 1970. Non ascolto nulla di jazz oltre quella data.
Le Suites di Bach di Pablo Casals sono davvero fantastiche. Suggerirei anche un disco dei Fiery Furnaces, forse Blueberry Boat. Devi avere il nuovo di Dennis Wilson Pacific Ocean Blue/Bambu collection. E’ bello avere tutte quelle tracce in più che non c’erano nell’album originale. La sua voce è così ruvida paragonata agli altri Beach Boys.
Penso che il prossimo album di Robyn Hitchcock sarà il migliore tra i suoi. E’ fantastico, ma prendiamo il suo primo disco, Black Snake Diamond Roll, appena ripubblicato in una nuova edizione con tracce extra. Southern Rock Opera dei Drive-By Truckers racconta, come dice nei testi, la dualità del Sud. George Wallace è stato un grande segregazionista ma, l’ultima volta che è sceso in campo, è stato votato dall’80 per cento della popolazione nera. Forse è cambiato. Forse c’è stato il senso del perdono.
Ci dev’essere qualcosa della band folk-psichedelica di David Lindley, i Kaleidoscope… idealmente il boxset Pulsatine Dream (hanno suonato in So Long Marianne di Leonard Cohen).
C’è un bellissimo Best Of dei Canned Heat intitolato Uncanned! Lo adoro. Tutte le loro migliori canzoni. Il secondo disco omonino di The Band, ora remixato con tracce extra, è un favorito di sempre. Con il 1976 e l’arrivo del Punk, sono andati mischiati sotto al tavolo, vecchi ragazzi con la barba e le chitarre acustiche. Ma sono riusciti davvero a catturare quello che doveva essere vivere in determinati posti d’america.
Prenderò un disco dei The Last Poets, The very best of. In sostanza hanno inventato il rap. Erano poeti e scrittori che vivevano al seguito dei musicisti, totalmente rivoluzionari all’inizio degli anni 70. Possiedo tutti i loro dischi originali. E’ l’unico problema che ho con il rap… dico alle persone, “Oh sì, assomigliano ai The Last Poets ma non sono così grandi.”
Da avere anche un disco di Laura Nyro, Christmas And The Beads Of Sweat. E’ uno dei sui più difficili ma merita molto. Un grande disco cantautoriale.
Il primo disco dei Flying Burrito Brothers, The Gilded Palace Of Sin (con Gram Parsons) è il grande classico di sempre. Colossal Youth dei Young Marble Giants (band cult del Galles) ha una nuova versione box-set che riunisce insieme tutto quello che hanno fatto.
Ha qualcuno bisogno del set completo di 7 CD delle session di On The Corner di Miles Davis? Io li ho. Non sono sicuro che il resto del mondo sia pronto per questo.
Sai, sceglierò il disco degli Eels, Daisies Of The Galaxy, anche se ho suonato su quello. E (Mark Everett) è davvero un grande artista, un buon amico e una persona gentile. Metterei anche Martinis & Bikinis di Sam Phillips, suono anche su questo.
The Days Of Wine And Roses dei Dream Syndicate (guidato da l’amico di Peter, Steve Wynn). C’è questo bel disco live The Day Before The Days Of Wine And Roses ed ero anche al concerto. Io e Steve ci siamo incontrati là ma è stata una di quelle cose da ubriachi delle 4 di mattina, almeno da una delle due parti immagino.
C’è quest’opera di Harry Partch dal titolo Delusion Of The Fury. Ascoltalo e pensa a Tom Waits. Waits è stato influenzato molto dall’uso che Partch fa delle percussioni. Harry ha creato molti strumenti e penso che Tom ne abbia usato qualcuno.
Black And White di Ewan MacColl (leggenda folk inglese, padre di Kirsty) è una buona compilation.
Ho sentito molto il disco dei Minutemen, Double Nickels On The Dime. Abbiamo fatto il tour con loro. Infatti, l’ultimo minuto di musica che D. Boon suona sul palco sono i Minutemen e i REM che fanno See No Evil dei Television. Penso molto a questa cosa, almeno una volta al mese. Era un amico. Marquee Moon dei Television ci deve anche essere.
Imbroglierò e tirerò fuori un altro disco dove figuro anche io… Down With Wilco dei Minus5. Sono i Wilco, io, Scott e alcuni amici ed è davvero bello. C’è anche March 16-20, 1992 degli Uncle Tupelo che ho prodotto (che vede tra gli altri Jeff Tweedy prima di formare i Wilco). Erano amici di amici e sono andato a sentirli. Hanno aperto con Great Atomic Power dei Louvin Brothers, una cosa carina.
Dust di The Screaming Trees è un disco altamente sottovalutato (con Mark Lanegan alla voce). Non vedo Mark da due anni. C’è stato un periodo quando rimaneva pulito e uscivamo alcune volte. Non è che volevo dargli alcun tipo di suggerimento ma penso che non avesse tanti amici che non usavano… insomma. Veniva di solito a casa mia, fumavamo sigarette e suonavamo la chitarra. Sento che le cose gli vanno bene ora.
Consiglio Endtroducing di DJ Shadow. E’ forte e influente. Bisogna anche avere Enterteinment! dei Gang Of Four… quel disco andava forte ad Athens. Chiunque lo aveva. Abbiamo fatto due o tre tour insieme. Non ho mai pensato che ci avessero influenzato ma un giorno ascoltavamo alcune tracce vecchie come Auctioneer e Michael (Stipe) ha detto,”Stiamo ascoltando i Gang Of Four o cosa?”.
Poi direi Daydream dei The Lovin’ Spoonful. Mi piacciono davvero i The Lovin’ Spoonful. Twelve Dreams Of Dr Sardonicus degli Spirit è un altro dei mie preferiti di sempre. E non posso neanche lasciare fuori Forever Changes dei Love.
Out Of The Cool di Gil Evans inizia con una canzone di 16 minuti. Mi ricordo che stavamo guidando in Australia tre anni fa e ci era così piaciuta quella da 16 minuti che abbiamo detto, “Ascoltiamola di nuovo”.
Ho ascoltato moltissime cose di Moondog (straordinario compositore d’avanguardia Americano che morì nel 1999). Ho qui German Years.
Il primo album omonimo di Moby Grape è uno dei migliori ma c’è un 2×1 con un altro chiamato Vintage.
E questa lista non deve essere solo di robe vecchie. C’è Grinderman e amo il nuovo disco di Nick Cave, Dig, Lazarus, Dig!!! Ho ascoltato questo molto di più dei suoi ultimi tre. E’ più un disco da “Che ca**o?” .Penso che sia una persona più divertente di quello che la gente sostiene.
Qui un po’ di cose strane. Heart Of The Moment di BJ Cole. E’ pedal-steel ambient che imita Dvorak, molto bello davvero. Suona molto meglio della descrizione che ne ho fatto.
Ne scelgo uno di Coltrane che non tutti conoscono. Un sabato sera avevano un live a Seattle. Suppongo, che almeno due di loro aevevano assunto LSD prima del concerto. Il ragazzo che ha registrato lo show ha detto: “Ho un piccolo studio in casa mia, perchè non vieni domani e facciamo un disco?”. Perciò sono andati e hanno improvvisato questo strano disco di canto indiano intitolato Om.
Amo il primo di Ed Harcourt, Here Be Monsters. Mi piacciono i Grateful Dead e suggerirei Workingman’s Dead. New Speedway Boogie è la mia canzone preferita dei Dead.
Siamo andati proprio nello studio dove hanno registrato Low and Heroes perciò devi anche mettere Low di Bowie in lista. Ho speso un’ora a guardarmi intorno nella stanza. Io e Bill battevamo le mani e facevamo rumori da scimmia per vedere come usciva il suono. Era semplicemente una stanza. Chiunque pensa di poter catturare la magia di Low prende in giro se stesso. Fanno anche degli album di me**a lì dentro.
Dobbiamo mettere i Big Star. Penso il primo. Ci deve essere anche uno di Leonard Cohen.Vederlo oggi mi fa pensare che tutta questa cosa della meditazione deve fare davvero un gran bene! Non mi piace molto la produzione, ma prenderei The Future. Il cantautorato è così mordente.
If I Could Only Remember My Name di David Crosby è bellissimo.
C’è il doppio dei Jimmy Reid intitolato Boss Man. Nessuno ha mai fatto un disco che suoni allo stesso modo. Che facevano quei ragazzi? Suonano come un batterista sbronzo, un chitarrista sbronzo, un bassista che non ha mai ascoltato le canzoni e un cantante che non sa le parole.
Devo anche mettere Alice Coltrane, Journey In Satchidananda. Fa inpazzire chiunque. Bisogna avere Judee Sill, il suo primo (omonimo) disco. The Mystery Of Bulgarian Voices è magnifico… strana voce femminile a cappella ammaliante e davvero intensa.
C’è una cantante femminile irachena chiamata Fairuz. Il suo album The Legendary Fairuz suona come un programma radio degli anni ’50. E’ incredibile. Il disco (omonimo) di Mark Hollis (il cantante dei Talk Talk) è un lavoro di bellezza.
E certamente devi mettere sulla lista tutti gli album dei REM. Dove sarei io senza loro?
Belong – REM | Album: Out Of Time
Il suo mondo è cambiato una domenica mattina
lei si è alzata dal tavolo della cucina
ha piegato il giornale ed ha spento la radio.Quelle creature hanno superato le barricate
e si sono dirette verso il mare.Lei ha iniziato a respirare
a respirare al pensiero di tutta quella libertàSi è alzata e ha sussurrato al suo bambino, mi appartieni.
Ha preso in braccio il bambino e sussurato
con calma, mi appartieniQuelle barricate possono reggere solo per un certo tempo
il suo mondo è cambiato una domenica mattina prestoLei ha stretto forte a sé il suo bambino
ha aperto la finestra
un respiro, questa canzone, quanto a lungo
e lo sapevo; mi appartieni.
Lascia un commento






