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BombaMusica del 21 febbraio

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Bissato l’appuntamento di BombaMusica a Cosenza, una carovana che si sposta ovunque, abitando spazi vitali (finora incantevoli!) per ascoltare musica e condividerla, per il semplice piacere di farlo. Lo confessiamo: pratichiamo il vagabondaggio per amore della musica. Il tema proposto al termine della prima volta di BM è stato rimandato, causa l’assenza di due giovani, preziosi per la vitalità del gruppo stesso – oltre che per l’amicizia, specie per le loro scelte discografiche, riflesso dei gusti odierni. Figli del digitale, mentre noi del grammofono e delle audio cassette al cromo. Gli anni passano per tutti.

Si è scelto di portare con sè quei dischi che costituiscono la colonna sonora della vita.

Dunque… Power, play. Si incomincia.

Le impressioni su “Father and Son ” (Cat Stevens) nella versione di Ronan Keating

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Un dialogo struggente tra padre e figlio, incontro – scontro di mondi diversi e profondamente legati l’uno all’altro. Nel dialogo tra i due emergono difficoltà, divergenze di opinioni. L’esecuzione canora esalta questo contrasto:  la parte del padre è cantata con un registro più basso, mentre aumenta di tono e si velocizza quando è il figlio a dover difendere le sue scelte.  Il padre parla in prima persona al figlio, perché protettivo e tenero con lui. Mentre quest’ultimo si rivolge al padre con distacco. Lo fa in terza persona, voltando le spalle al genitore per sfogare – all’ascoltatore – il suo malessere. La saggezza e l’esperienza paterna. La ribellione del figlio, in una sintesi musicale perfetta.

E’ la volta di Bruce Hornsby, “The Way It Is”

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Una sopresa per tutti. Mentre il brano è in esecuzione, si pensa a quando lo si ascoltava, magari in auto e nei pomeriggi d’estate, scanzonati come ci vuole la bella stagione, disimpegnati e leggeri. La musica e gli arrangiamenti ingannano. La simultanea lettura del testo tradotto riserva non poche sorprese agli ignari ascoltatori. The way it is è una canzone di denuncia, l’apologia delle classi non abbienti. Ci sono i nuovi poveri che elemosinano per strada, il razzismo, una società che nonostante le leggi, rimane uguale a se stessa, chiusa nell’intolleranza e nell’egoismo. Dopo la lettura del testo, è stato facile cogliere la malinconia nell’interpretazione del brano. E’ il secondo pugno nello stomaco, dopo “Streets of Philadelphia” del Boss.

I vagabondi ora ridono e dimenticano…

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“Ridere e  dimenticare” è la traduzione di Laughter and Forgetting, brano di David Sylvian. Proponiamo il testo. Scrivi la tua impressione. A noi è bastato quel “sì” e quella virgola che lo precede per aprire una discussione sulla disperazione, sulla speranza e sull’amore (la salvezza per tutti). D’impatto.

Corro come un cavallo tra gli alberi

Il suolo sotto  i miei piedi

Mi dà qualcosa a cui aggrapparmi

Con le briglie intorno al mio cuore

Guidato da mani che dispiegano la vita innanzi agli occhi, proprio i miei

Ogni speranza col tempo cade in ginocchio, sì

Ma non sono più perduto

Per ogni giorno, ogni secondo, ogni ora dentro di me

L’amore è la mia unica guida

Sono questi gli anni del ridere e dimenticare?

Ognuno ha la sua Musa

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Il brano successivo è Musa dei Marlene Kuntz, tratto dal disco “Uno”, quasi un concept album dedicato al rapporto uomo-donna, ispirato dagli scritti dell’autore russo Nabokov. Il brano è accompagnato al pianoforte da Paolo Conte e al basso da Greg Cohen, bassista di Tom Waits. Due elementi, il basso e il pianoforte, che vanno nella direzione opposta all’arrangiamento del pezzo. La voce di Cristiano Godano, frontman del gruppo, riannoda i suoni, in una strana e ipnotica melodia dedicata alla Musa. Da intendersi in modo del tutto personale: una donna, un’intuizione, Qualcuno o Qualcuna che “sa come prenderti il bello di me mettendo a riposo la mia irritabilità”.

Per brevità, segnaliamo gli altri brani con i video relativi. I bombaroli presenti all’incontro e i lettori possono commentarli in coda al post. Enjoy!

No Ceiling – Eddie Vedder

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Waiting – Porcupine Tree

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Che soddisfazione – Pino Daniele

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Ol’55 – Tom Waits

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  • carissimo Max,
    confermo l’impressione del primo incontro, che è diventata ormai una piacevole certezza. Solo un piccolo, affettuoso appunto in ordine al primo brano da me proposto: hai premesso, nel presentare i video-clip dei brani musicali ascoltati, che “si è scelto di portare quei dischi che costituiscono la colonna sonora della nostra vita”: giustissimo (io, poi, sono un inguaribile romantico), proprio per questo, nel proporre un pezzo storico ed immortale quale father and son, avevo scelto una versione che, sebbene interpretata dal giovane Ronan Keating, aveva come co-protagonista il mitico Cat Stevens, o Yussuf Islam se preferite, che in qualche modo mi riconduceva alla mia gioventù (purtroppo ho passato i 50). Nel constatare che tu avevi inserito il video-clip dei Boyzone, mi sono sentito un pò spiazzato: non è che per caso lo hai fatto per rispondere allo sfottò di Roberto che dice che sono un vecchietto ? se è così, grazie mille !
    Peppino

    Peppino

    23 febbraio 2009

  • Caro Peppino… è vero!!! Non nel senso che sei un vecchietto! Il tempo passa, inesorabilmente. In realtà il video con Cat Stevens non può essere riprodotto sul blog, hanno tolto l’opzione di postarlo sul web. Può essere visto qui: http://www.youtube.com/watch?v=_ZBfnccgNB0. E per Roberto una piccola, brutta notizia: il video caricato solo ieri sera sul mio canale Youtube, quello di Bruce Hornsby “The Way It Is”, è stato disattivato per violazione dei diritti d’autore. Se non mi vedrete più in giro, sapete dove trovarmi… Grazie per la visita dei magi ieri al santuario: piacevolissima.

    Max Granieri

    23 febbraio 2009

  • alto tradimento.

    elisabetta

    23 febbraio 2009

  • Eeeehhhh…. :-) . Abbiamo sentito la vostra mancanza.

    Max Granieri

    23 febbraio 2009

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