Jesus and Bono
«Talvolta la musica cerca di dirci qualcosa di Dio. Le associazioni alla Bibbia e al cristianesimo nelle canzoni sono frequenti». Lo scrive una teologo svedese, Ola Sigurdson, in un articolo che spiega il cristianesimo cantato nella musica pop. Nel documento “Comunicazione e Missione”, direttorio sulle comunicazioni sociali nella missione della chiesa, i vescovi italiani riconoscono il crescente interesse della musica leggera nei confronti del cristianesimo. «Un genere che va seguito con simpatia e sostenuto» dichiarono i vescovi cattolici. Sembra, dunque, finito il vandalismo musicale contro il cristianesimo a causa di rockbands che diffusero l’occultismo nella cultura giovanile degli anni settanta. Ci fu un’inversione di tendenza già nel 1968 con Paul Simon e Art Garfunkel. Nella canzone Mrs. Robinson - contenuta nella colonna sonora del film “Il Laureato” – il celebre duo americano cantava: “Jesus loves you more then you will know” (Gesù ti ama più di quanto tu creda). Fu la prima canzone, nella storia della musica rock e pop, a richiamare esplicitamente la figura di Gesù nel testo cantanto.
L’esperienza religiosa venne poi descritta nel film documentario The rainbow bridge con protagonista Jimi Hendrix, girato nel periodo d’oro del New Age: si cercava un contatto con Cristo grazie alle droghe. Il sincretismo, dunque, influenzò gli artisti nella descrizione del divino. Percorsi meno perversi ma lo stesso psichedelici distinsero l’opera musicale Jesus Christ Superstar. Il musical venne aspramente criticato per la poca fedeltà dottrinale al cattolicesimo, elemento che accomuna le canzoni di Jesus Christ Superstar a molte altre che trattano il tema di Dio in maniera poco convenzionale.
La teologa Ola Sigurdson precisa che non è compito della musica leggera dare una visione ortodossa di Dio. Ogni artista ha un rapporto sui generesis con la spiritualità, e nella mancanza di un rapporto con Dio, con il problema di Dio e con il cristianesimo. La spiritualità del cantante è espressa con immagini surreali o con l’uso di parole prive di concetti teologici, vicine al linguaggio comune e tese a fare rima con il testo. Negli anni novanta, Joan Osbourne in One of us offrì un’immagine meramente umana di Gesù, dimenticando la sua origine divina, strada percorsa dal testimone di geova Prince e da Madonna, da poco convertita alla cabala ebraica, privi di una fede pur minima nel Figlio di Dio.
Sul finire degli anni settanta Bob Dylan e Patti Smith accorciarono le distanze tra il rock e il cristianesimo. Entrambi, trovando ispirazione dalla Sacra Scrittura, raccontarono la conversione al Dio dei cristiani in Slow Train Coming e Easter, album diventati dei capisaldi del cosiddetto “rock cristiano”. In particolare, l’album Easter di Patti Smith include la canzone Because the night scritta da Bruce Springsteen, ispirata dal Cantico dei Cantici.
Presto il ricorso alla Bibbia diventò un distintivo di riconoscimento per gli irlandesi U2 che, insieme al connazionale Van Morrison, ricercano un’identità cristiana autentica, con luci ed ombre spirituali che caratterizzano alcune loro canzoni. Il primo lavoro discografico degli U2, Boy, divenne il manifesto musicale della situazione politica che caratterizzò l’Irlanda nella guerra civile contro l’esercito inglese, mentre in Tomorrow, canzone del successivo disco October, Cristo fu indicato come motivo d’unità in una terra lacerata da lotte pseudo religiose. A tal proposito, Bono Vox – voce e leader del gruppo – dichiarò: «Dio non ha nulla a che vedere con la guerra che sta dilaniando l’Irlanda. Dio non c’entra con il clima di tensione che respiriamo». L’album mostra in Gloria (inno quasi liturgico) un ritornello simile ai responsori cantati anticamente in latino.L’album successivo, War, consacra gli U2 al successo mondiale, con canzoni come Sunday bloody Sunday (una denuncia contro la guerra civile irlandese), e New year’s day, dedicata a Solidarnosc e alla lotta contro il comunismo in Polonia. Nel tentativo di bilanciare la politica nella canzoni con temi romantici, imitando lo spiritualismo di Bob Marley e di Marvin Gaye, la band introdusse in War il salmo 40 contenuto nell’Antico Testamento, trasformandolo semplicemente in 40. Le parole, mescolate con altre del salmo 6, divennero una preghiera, o meglio una velata denuncia contro la fame, l’odio e altre forme d’ingiustizia. L’idea portante di “40” è narrata dallo stesso Bono nella prefazione al libro dei Salmi, incluso in una serie “I libri della Bibbia” edita dalla Einaudi, le cui introduzioni sono state redatte da personaggi del calibro del Dalai Lama, della scrittrice Dacia Maraini e da Nick Cave, cantante rock australiano. Un segno della crescita d’interesse nei riguardi del cristianesimo in contesti culturali differenti o addirittura ostili.
I still haven’t found what I’m looking for, la canzone più rappresentativa del credo cristiano degli U2 e contenuta in The Joshua tree, delinea il cammino di ricerca di un credente, trovando ispirazione da una frase celebre di Sant’Agostino: “Il mio cuore è inquieto finché non riposa in te”.
“Ho scalato le più alte montagne per cercarti… percorso deserti… Credo nel regno di Dio che verrà, dove i colori si fonderanno in uno… ma ancora non ho trovato quello che cercavo”.
Nel doppio Rattle and Hum è incisa una versione live della canzone, cantata insieme al coro gospel “Voices of freedom” della chiesa battista di Chicago, un intreccio che riappare nel controverso Zooropa, segnato da un misticismo visionario. Nel 1997 viene pubblicato Pop che segna la svolta degli U2 verso l’elettronica e la dance, forse il cd meno bello del loro repertorio ma interessante per quanto riguarda la questione religiosa. In Mofo, ad esempio, c’è un forte desiderio di Dio.
“Cercando di salvare la mia anima, cercando nei luoghi dove non crescono fiori, cercando di riempire quel buco fatto da Dio”.
La ricerca di un “Dio che sembra aver staccato il telefono e non risponde” viene espresso in If God will send his angels. I toni sono cupi, quasi disperati, per un’umanità che non pratica più le virtù: “Dov’è la speranza e la fede… e l’amore?”. C’è la rassegnazione di fronte alla pochezza spirituale che allontana gli uomini da Dio. L’appello a Gesù si fa incessante in Wake up dead man.
“Gesù aiutami, sono solo in questo mondo. Sto qui ad aspettare, capo. So che ti stai prendendo cura di noi, ma forse le tue mani non sono libere. Tuo Padre, Lui ha fatto il mondo in sette giorni, Lui ha il comando del cielo. Metterai una parola per me?”
Una supplica che attraversa tutto il disco Pop ma che non troverà alcuna risposta. Nel 2000 l’affanno spirituale degli U2 si quieta in All that you can’t leave behind, un album rock che già dalla copertina lascia intendere la fede degli U2. C’è un messaggio subliminale nella foto che ritrae il gruppo in partenza dall’aeroporto di Parigi. La sigla J 33-3 pare indicare un volo di linea su un tabellone elettronico, in realtà è una citazione di un passo del profeta Geremia. Potrebbe essere pure un riferimento a Gesù (J come Jesus) morto a 33 anni e tre mesi.
Il cd si chiude in preghiera con Grace (Grazia), come accade nell’ultimo disco How to dismantle an atomic bomb che tratta temi come la malattia e la morte. La traccia finale Yahweh (scritto come è pronunciato dagli inglesi) ripropone una preghiera, come ha spiegato lo stesso Bono Vox in un’intervista al quotidiano cattolico Avvenire: «Il titolo è un nome antico destinato a non essere nominato. L’ho aggirato, cantandolo. Spero di non offendere nessuno. Vuole essere una preghiera che mette nelle mani di Dio tutto: dal bisogno di affetto alla speranza che le tenebre siano sconfitte». Ciò dimostra il tentativo di un gruppo di dare speranza al mondo, coprendo con la musica l’enorme distanza che tiene gli uomini lontani da Dio.
Lascia un commento




Bono è unico. E sa fare tutto. Anche l’attore
Spero che abbiate visto la sua interpretazione in Across The Universe, perché è sensazionale! Se così non fosse potete visitare il blog ufficiale di Across The Universe che, fra gli altri, parla anche del grande Bono!
Il link è: acrosstheuniverse-dvd-bluray.blogspot.com Ciao!
jim
12 giugno 2008
Proprio fan sfegatato…
P. Massimo Granieri
12 giugno 2008