The Dark Side Of The Moon

The Dark Side of the Moon (intitolato Dark Side of the Moon nell’edizione CD del 1993), in italiano “Il lato oscuro della Luna“, è un concept album del gruppo britannico Pink Floyd, pubblicato nel 1973 dalla EMI. Fu registrato negli studi di Londra della stessa EMI tra il giugno 1972 e il febbraio 1973 ed uscì il 17 marzo 1973 negli USA e il 24 marzo 1973 nel Regno Unito.
Dark Side Of The Moon è uno degli album più venduti nella storia della musica moderna: a trentasei anni di distanza dalla sua uscita ufficiale, con quaranta milioni di copie vendute, può vantarsi di essere uno dei tre album che possono concorrere al titolo di “secondo album più venduto di tutti i tempi”. Rimase per 741 settimane (14 anni) nella classifica Billboard 200 della omonima rivista musicale americana, dalla quale uscì soltanto negli anni ’80. L’uso di tecniche di registrazione avanzate, frutto del lavoro di ingegneria musicale di Alan Parsons, ed effetti sonori di forte impatto ne fecero un’opera diversa dalle precedenti produzioni del gruppo, per molti la migliore opera dei Pink Floyd, e in assoluto innovativa nell’ambito della musica moderna, spesso indicata dai critici musicali come uno dei migliori e più influenti album di tutti i tempi.
Genesi
Il disco crebbe su numerose sperimentazioni musicali che i Pink Floyd esplorarono durante i loro live o registrazioni. Un esempio su tutti è il celebre bootleg In the celebration of the Kohoutek, la registrazione di un concerto tenuto dai Pink Floyd nel 1972 a Londra, in cui essi suonarono dal vivo tutto Dark Side. Molti brani (On the Run, The great Gig in the Sky, Any colour you like) sono assai diversi da come compariranno poi sul disco inciso, soprattutto per la presenza di improvvisazioni e lunghi excursus strumentali.
Questa tipologia di sonorità, già presente fin dal primo album del gruppo (si pensi a Interstellar Overdrive in The Piper at the Gates of Dawn) era diventata una delle peculiarità della produzione dei Pink Floyd da quando Syd Barrett aveva lasciato il gruppo nel 1968 e che contraddistinguono album come A Saucerful of Secrets e Atom Heart Mother. Tuttavia, già nell’album Meddle (che peraltro contiene uno dei più ricercati brani dei Floyd dal punto di vista strumentale, ovvero Echoes) inizia a presentarsi una svolta che conduce verso brani in cui è enfatizzata anche la lirica dei testi.
In Dark Side of the Moon si ha lo sbocciare di questo nuovo indirizzo e a una musica concettuale ed eterodossa si affiancano testi dal profondo contenuto filosofico e di riflessione sulla condizione umana, che parlano di conflitto, follia, crescita, avidità, morte, dando vita a un’opera musicale strutturata. Sarà questa la strada che il gruppo inglese perseguirà da quel punto in avanti nel corso della sua carriera.
Tutti i quattro membri dei Pink Floyd (il bassista Roger Waters, il chitarrista David Gilmour, il batterista Nick Mason e il tastierista Richard Wright) parteciparono alla stesura e alla produzione dell’album, una rarità rispetto agli album successivi. I testi furono scritti tutti da Waters (così come per i quattro album successivi). Inoltre, fu proprio Waters a realizzare le prime tracce demo dell’album a casa propria. Lì registrò il tape effect per Money, registrando il suono di vari oggetti correlati con il denaro e in particolare delle monetine gettate in una ciotola dello studio da vasaio della moglie.
Titolo
Sebbene il titolo progettato per l’album fosse The Dark Side of the Moon, si pensò di cambiarlo in Eclipse (a piece for assorted lunatics) in quanto un altro gruppo inglese, i Medicine Head, nel 1972 anticipò i Pink Floyd di qualche mese pubblicando un album intitolato Dark Side Of The Moon; visto lo scarsissimo successo di questo LP omonimo, tuttavia, non ci fu necessità per i Pink Floyd di optare per un altro nome. In seguito si è diffusa una certa confusione sull’esatto titolo ufficiale dell’album, ossia se comprenda o meno l’articolo “the”. Sebbene l’edizione su CD lo ometta (riportando semplicemente Dark Side of the Moon), l’etichetta dell’edizione originale in vinile, da ritenersi più attendibile, riporta The Dark Side of the Moon anche per evitare omonimie totali con l’album dei Medicine Head.
Concept
The Dark Side of the Moon investiga la natura dell’esperienza umana, come percepita dall’autore dei testi, Waters. Speak to Me / Breathe riguarda la nascita e l’infanzia con le prime esperienze terrene; Time parla dell’invecchiamento e del soverchiante e rapido approssimarsi della morte, con la giovinezza che è passata prima che si possa rendersene conto; The Great Gig in the Sky esplora pensieri religiosi e di morte; Money si burla di avidità e consumismo; Us and Them si riferisce al conflitto, all’etnocentrismo, al fatto che ciascuno ritenga se stesso sempre dalla parte della ragione; Any Colour You Like narra la totale sottomissione alla follia; Brain Damage guarda alla follia e a come essa sia solo relativa e a quanto invecchiare porti lontano da chi si era un tempo; Eclipse conclude l’album affermando il libero arbitrio e la casualità degli eventi.
Copertina
La cover di Dark Side, creata da Storm Thorgerson dello studio Hipgnosis, è una delle più conosciute ed importanti della storia del Rock, paragonabile solo a copertine come quella di Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band dei Beatles; è stata definita anche la più immediatamente riconoscibile. Essa raffigura, su di uno sfondo completamente nero, un prisma colpito da un raggio di luce bianca che si scompone nello spettro dei colori dell’iride (il fenomeno della dispersione ottica). Questo tema è costante in tutte le tre versioni dell’album (vinile, cd rimasterizzato e SACD) anche se le tre copertine sono molto diverse tra loro.







