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Little Tony

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Un poker di cuori nella sua lunga e gloriosa carriera, ma per une nemesi storica, di cuore ci stava lasciando la pelle, con un infarto, ad Ottawa , Canada. Parliamo di Little Tony, l’Elvis di casa nostra. Racconta così la sua avventura: “ se l’incidente mi fosse accaduto il giorno prima, in volo sull’Atlantico, sarei bello e morto e non potrei parlare ora con lei”. Che cosa accadde al signore che ha calato e cantato il poker di cuori della canzone italiana? Nell’ordine: cuore matto, cuore ballerino, giovane cuore, e una spada nel cuore. Tanto tuonò che piovve, e la spada nel cuore arrivò davvero: “ ero ad Ottawa durante un concerto. Nel bel mezzo della manifestazione cominciai a sentire forti dolori al petto. Pensai dipendesse da ciò che avevo mangiato e non ci detti pero. Poi mi sentii soffocare  e chiesi soccorso. Insomma, era un infarto ed anche bello forte”.  Continui pure: “ io mi raccomandai a  tutti i Santi, a Padre Pio, a San Antonio, ma mi venne in mente l’immagine del Sacro Cuore di Gesù.

Sarà un caso, ma ho pensato a quella immagine proprio dopo un infarto. Forse la potenza del Sacro Cuore mi ha salvato davvero”. E aggiunge: “ certamente molto devo alle capacità, alla organizzazione dei medici dell’Ospedale di Ottawa che francamente mi hanno sorpreso, una bella lezione per noi italiani”. In che senso? : “ se mi fosse capitato di notte in Italia e a Ferragosto sarei morto. Ad Ottawa mi hanno curato ed operato a mezzanotte e di sabato in una clinica di seconda categoria, non era un ospedale per miliardari, ma una struttura ordinaria. Questa si chiama efficienza nei soccorsi”.

In ogni caso lei è sempre stato molto legato alla fede cattolica. “ senza alcuna ombra di dubbio,ma per tradizione di famiglia. Spesso vado al Divino Amore, a Roma, io sono cresciuto da bambino a pane e sacrestia. Rispetto la Chiesa ,la religione e dico che ci vorrebbe oggi maggior attenzione. Sento in giro certe volgarità assurde”.

Sarà per la sua fisionomia, o per le canzoni, ma il suo stile è rock. Lo sa che quel genere spesso viene definito satanico? : “ sì ne sono al corrente. Ma vorrei precisare. Satanico lo diventa quando per fragilità, malafede o debolezza ci si lascia coinvolgere  in stranezze. Il mio è rock, verissimo, ma gioioso, senza stravaganze, parole allusive o linguaggi subliminali. Insomma bisogna anche saper valutare canzone da canzone, il bene dal male. Non ritengo che tutto il filone rock sia malvagio anche se effettivamente ,nella storia della musica, per molti ha significato una assurda ribellione contro i costumi, verso tutto e tutti, nei confronti dell’autorità e della religione”.

Si ferma un attimo ed aggiunge: “ ma sa anche oggi noto questi fenomeni. I ragazzi sono eccessivamente liberi, spesso le famiglie se ne lavano le mani e fanno fare loro quello che vogliono.  Noto una mentalità troppo rilassata sia sui valori, che sulla educazione e la cosa mi preoccupa. Penso che molto dipenda dalla famiglia: se l’istituzione è debole, ritengo che anche i figli ne risentiranno, e nasceranno dei potenziali ribelli . Bisogna saper mettere un freno al libertinaggio morale e sessuale. Insomma recuperare i valori della tradizione e in questo la Chiesa può aiutarci”.

Se dovesse dedicare una canzone al Papa, che cosa sceglierebbe?: La Mano del Signore, un inno alla bontà di Dio. Il Papa, dolce Vicario di Cristo in terra se la merita.

Copyright Pontifex.Roma | di Bruno Volpe

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