Prestito della Speranza, una buona notizia
A seguito della crisi economica internazionale che ha investito anche l’Italia, la Conferenza Episcopale Italiana costituisce un fondo nazionale straordinario di garanzia orientato alle necessità delle famiglie in difficoltà, indicendo una colletta nazionale da tenersi in tutte le chiese il 31 maggio 2009. Si tratta di un’iniziativa che vuole rispondere alle esigenze del momento presente, come segno di quella carità che anima la Chiesa. Il contesto socio-economico richiede iniziative straordinarie sia a livello locale che a livello nazionale. Le misure a livello nazionale si integrano con quelle già in atto dal punto di vista locale da nord a sud dell’Italia attraverso le diocesi e le Caritas che stanno moltiplicando le iniziative a sostegno delle famiglie in difficoltà. Il modello della Colletta proposto dai Vescovi italiani richiama uno stile ecclesiale che si fa carico delle membra più deboli soprattutto nei momenti di più forte difficoltà, sapendo che proprio nelle membra più deboli è il Cristo stesso a rendersi presente e a identificarsi.
I destinatari sono le famiglie che abbiano perso l’unico reddito, con almeno tre figli oppure segnate da situazioni di grave malattia o di disabilità. Si può ritenere che il numero delle famiglie in queste situazioni si aggiri tra le venti e le trentamila. La scelta di concentrarsi sulla famiglia ha in sé un valore educativo e promozionale. Inoltre, essendo un ambito limitato, permette di ottimizzare le risorse disponibili, che sono comunque contenute, ed evita azioni di supplenza rispetto ai compiti dello Stato.
Il fondo viene istituito di concerto con l’Associazione Bancaria Italiana (ABI), che a sua volta ha proposto a tutte le banche di aderire all’iniziativa. Non eroga direttamente denaro, ma costituisce un capitale a garanzia degli interventi da parte degli istituti di credito aderenti. Si affianca, senza sostituirla, all’attività svolta abitualmente dalle Caritas diocesane e da analoghe iniziative promosse dalle diocesi.
La modalità di intervento prevede che a ciascuna famiglia sarà erogato un contributo massimo di cinquecento euro mensili per un anno, per un totale di seimila euro. Il contributo potrà essere prorogato per un secondo anno e per lo stesso importo, se permangono le condizioni di necessità iniziali.
Le parrocchie indicano i possibili destinatari alla Caritas diocesana o patronati cattolici espressamente indicati dalle diocesi. A questo livello si svolge la prima parte dell’istruttoria, attestando l’effettiva presenza dei requisiti richiesti secondo i criteri definiti a livello nazionale, e viene indicata la banca a cui rivolgersi.
La banca avvia in tempi molto brevi l’iter per concedere il prestito, che sarà erogato mensilmente.
Se viene meno lo stato di necessità, l’erogazione viene sospesa.
La restituzione del prestito alla banca inizierà nel momento in cui la famiglia disporrà nuovamente di un reddito certo, e comunque non prima di uno o due anni, e avrà la durata massima di cinque anni. Il tasso di interesse è commisurato al 50 per cento del livello medio attuale, equivalente a un TAEG del 4,5%
Il fondo sarà operativo a partire dal 1° settembre 2009.
Per essere efficace e rispondere in maniera adeguata ai suoi obiettivi, il fondo richiede un investimento di trenta milioni di euro, che saranno reperiti mediante un’apposita colletta nazionale che si terrà il 31 maggio in tutte le chiese italiane. Inoltre, per raccogliere le libere offerte di fedeli e cittadini sono stati attivati i conti correnti postali e bancari dedicati. È auspicabile che convergano nel fondo elargizioni e contributi di fondazioni, aziende e altri soggetti. È anche possibile che, per conseguire l’obiettivo, diocesi e istituti religiosi riversino proprie risorse nel fondo nazionale.
Al momento della chiusura del fondo, la massa residua sarà assegnata alle Caritas diocesane per interventi a sostegno di famiglie in difficoltà. Per sostenere e promuovere la Colletta nazionale sono stati predisposti oltre 50mila manifesti da esporre in tutte le parrocchie e oltre un milione di pieghevoli esplicativi che saranno veicolati attraverso i media cattolici che sosterranno l’iniziativa a livello nazionale e diocesano.
PRESTITO DELLA SPERANZA
CC BANCARIO – BANCA PROSSIMA (Gruppo Intesa Sanpaolo S.p.A.)
Dal 31 maggio è possibile sostenere l’iniziativa con un versamento su:
IT19 Q033 5901 6001 0000 0006 893
(Tutti i versamenti effettuati presso gli sportelli del Gruppo Intesa San Paolo sono gratuiti)
C/C POSTALE: 96240338
Documenti:






