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Il gol più bello ai Mondiali

SOCCER-WORLD/

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Ho visto la finale di calcio, un Mondiale vinto dalla Spagna con merito. Eppure tifavo Olanda, decisione presa per il premio partita che gli “orange” avrebbero incassato in caso di vittoria, un terzo rispetto ai seicentomila euro – a testa – per gli spagnoli. Sarà un vizio, meglio stare dalla parte degli “ultimi” (si fa per dire…).

Sono un appassionato di calcio, anche se tifo moderatamente, viste le alterne fortune delle mie squadre preferite in serie A e nella Championship inglese. Leggendo alcuni articoli sui Mondiali, credo d’essermi fatto un’idea del sistema “calcio”, un’industria che macina denaro e che sposta l’interesse su mercati nuovi come l’Africa e di nuovo l’America Latina (nel 2014 i Mondiali si disputeranno in Brasile).

E’ un ingranaggio in cui tutti siamo coinvolti. Noi spettatori siamo la rotellina più piccola ma fondamentale perché tutto si muove grazie all’acquisto di un abbonamento tv per il campionato e alla visione allo stadio di un incontro di calcio. E ne siamo consapevoli. Marracash canta nel suo nuovo singolo Studipo: “Stupidi, truffano altri stupidi, ci fanno i soldi paghi lo yacht a Totti, mica lui ti paga i conti”. Guarda caso, il re di Roma si è presentato agli allenamenti della Roma con una Ferrari nuova di zecca, mentre il suo club perde la proprietà per indebitamento con le banche. C’è poco o nulla di morale nel calcio, salvo rare eccezioni.

Ieri mi sono commosso per la prima volta guardando i Mondiali di calcio che invece hanno fatto alzare la pressione  per svariati motivi. Li elenco:

- Le surreali trasmissioni sportive della Rai
- La “vavusaggine” di Caressa e dei giornalisti Sky
- Il polpo indovino
- La strafottenza di Lippi e di Dunga
- Un Cannavaro filantropo che va in Arabia a giocare ma non per soldi
- I tedeschi che ci prendono in giro
- Un finto presidente del Sudafrica (Mandela unico e solo!) e l’onnipresente Blatter, antipatico per natura
- Il gol annullato a Lampard in Inghilterra – Germania
- Le papere di Muslera che hanno punito l’Uruguay, squadra rivelazione del torneo e allenata da un signore d’altri tempi come Oscar Tabarez
- Il maglione di Loew, allenatore della Germania

Mancano quattro minuti alla fine del secondo tempo supplementare. Marco Iniesta, ben servito da Fabregas, segna il gol della vittoria mondiale. Uno sguardo alla panchina e poi a bordo campo a festeggiare con i compagni, non prima di aver sfilato la “camiceta roja” e mostrare al mondo intero la maglia della salute – di scuola italiana – con su scritto: “Dani Jarque siempre con nosotros” (Dani Jarque sempre con noi). Jarque era il capitano dell’Espanyol e amico di Iniesta, scomparso improssivamente in Italia lo scorso anno, a Coverciano, durante uno stage del club spagnolo.

Nel business c’è ancora spazio per l’amicizia e il ricordo di chi non c’è più. Ciò che conta è condividere con qualcuno gioie e dolori che segnano allo stesso modo i ricchi e i famosi, i poveri e gli anonimi. Un atleta lo ha dimostrato nel momento più importante della sua carriera sportiva.

Con Iniesta abbiamo vinto tutti, non solo la Spagna. La sua esultanza ci ha riconciliato con uno sport sempre più patinato, noioso, e ricordato cosa vale di più nella vita. Muchas gracias!!

A Dani glielo dovevo – ha raccontato Iniesta al “Periodico de Catalunya”. Sinora non avevo avuto la possibilità di rendergli omaggio, e se lo meritava. Volevo condividere questa immensa felicità con lui, con i suoi familiari, con la sua gente, con tutti. Per questo, prima che cominciasse la partita mi sono messo la maglietta.

[Fonte Gazzetta.it]

  • “Vavusaggine”, termine dialettale cosentino per indicare una persona snob, spocchiosa, egocentrica, montata di testa.

    Max Granieri

    12 luglio 2010

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