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Il re Davide

Davide

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29 aprile ’10, ore 20.30. La data fissa l’incontro con un caro amico che non abbracciavo da quasi quindici anni, Davide. Ieri ha compiuto 40 anni. E’ arrivato dritto dalla lontana Trento dove ora vive e lavora, per tornare in Calabria e festeggiare con i suoi cari. Bello l’incontro con la signora Maria, il papà Pasquale e Nunzia. Ha riunito intorno a sé gli amici di sempre, quelli con cui ha condiviso gran parte della sua prima giovinezza. (Ad una certa età si comincia a dividere la vita in periodi). L’ho rivisto, ero emozionato. Lì c’era il mio passato, io e lui compagni sin dalla scuola elementare.

Ricordo che giocavamo a “sceriffi e indiani”. A casa sua tutti eravamo i benvenuti. L’accoglienza e l’affetto sincero è sempre stato il segno distintivo della famiglia di Davide. Facevamo i club di calcio, si suonavano i vinili dei Cure, dei Pink Floyd e “Into the groove” di Madonna (eh già…). Aveva messo su una sala prove  e cominciammo a cantare “Love rescue me” degli U2 e “Forest” dei Cure.

In strada ascoltavo Davide cominciare a suonare la batteria con i fustini del detersivo Dash. Poi una batteria vera, le prove e i concerti. Inevitabile la partenza a Bologna, una scelta carica di attese da realizzare.

Abbiamo rievocato, insieme ad Antonello e Christian, quel famoso pestaggio nei miei confronti per farmi cambiare idea riguardo la scelta vocazionale. Preso di forza in un’auto (ancora oggi non ricordo che macchina fosse!) mi riempirono di botte. Una dichiarazione sanguigna d’amicizia.

La festa si è conclusa con una poesia della mamma Maria. Il canto di una madre che non ostacola i sogni di Davide e lo lascia andare via di casa pur di vederlo felice. La più bella manifestazione d’amore che un figlio possa ricevere. Quei passaggi in cui lei guardava la stanza del figlio vuota, con un dolore che solo una mamma conosce, mi hanno impressionato. Inevitabile il parallelo con la mia storia e il rapporto con i genitori. Sempre poco ho meditato sul dolore provocato in famiglia per essere andato via e in un convento.

Ieri sera, la signora e maestra Maria ha impartito una lezione che non dimenticherò: pensare alla famiglia e guardarla con gli occhi di una madre, di chi rimane e deve fare i conti con un’assenza, in quei luoghi prima riempiti dall’onnipresenza di un figlio.

Ad Maiora, Davide!

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  • Che dirti caro Max..il pezzo che hai deciso di regalarmi è stato a dir poco emozionante. Mia mamma, mia sorella, io abbiamo pianto per l’emozione la mattina seguente alla festa..sei riuscito a carpire l’essenza della poesia di mia madre..il dolore provato al momento della mia prima partenza ma anche la gioia di lasciarmi andare per rincorrere un sogno (mai avverato tra l’altro)e la consapevolezza dei miei che stavo diventando un ometto!! Non finiro’ mai di ringraziare i miei genitori per tutto quello che mi hanno permesso di fare e per l’estremo amore che hanno avuto e continuano ad avere nei miei riguardi e nei riguardi di tutti noi figli..diciamo che per me sono unici ed irripetibili come ho gia avuto modo di dire nel discorso durante la cena..ho sempre goduto di una grande liberta’sin da quando ero piccolo ma penso onestamente di aver ripagato i miei genitori non deludendoli mai, cercando di comportarmi sempre con onesta’ e lealta’ verso tutti durante tutta la mia esistenza.La mia festa dei 40 anni è stata uno dei momenti piu’ felici della mia vita..grazie moltissime anche a tutti voi amici di sempre…è stato bello ritrovarsi, ricordarsi tutte le cose del nostro passato..ne abbiamo fatte cosi’ tante che c’è voluta una serata intera per cercare di ricordarsele tutte!!!! La nostra amicizia è inossidabile..ci si ritrova a distanza di 10 anni e piu’ ma sembra che il tempo non sia passato nemmeno..il feeling, l’affetto sono rimasti immutati..anche se ti abbiamo massacrato di botte, devo dire che sono molto contento della tua scelta..credo che tu sia perfetto come Padre..sei giovane, hai idee innovative ed hai la bonta’ e l’intelligenza che servono a svolgere al meglio possibile la tua missione pastorale..beh, anche se sai come la penso in materia di religione, devo ammettere che sei e rimarrai sempre l’unico prete che ammiro e rispetto!!!!! Ti auguro tanta fortuna per la tua avventura..sono sicuro che prima o poi tutti sentiranno parlare di te!!! Un abbraccio forte forte..a presto!!!

    P.S. Approfitto del tuo bellissimo blog per ringraziare tantissimo Christian & Cristian, Antonello, Antonella e Francesco, Luca e Francesca, Mario e in ultimo ma non per questo meno importante Tatiana(la mente organizzatrice di tutto!!!!. Con la vostra presenza avete reso tutto cosi’ speciale!!!!

    davide

    3 maggio 2010

  • GRAZIE a te Davide, per come sei. E grazie per quello che hai scritto riguardo la nostra amicizia! :-)

    Max Granieri

    5 maggio 2010

  • [...] I Won The War” del 1967. Ci siamo visti l’ultima volta durante la festa dei 40 anni di Davide, amico in comune. Cenando, ha espresso il suo disagio artistico in un contesto forse ancora non [...]

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