Your browser (Internet Explorer 6) is out of date. It has known security flaws and may not display all features of this and other websites. Learn how to update your browser.
X
Post

Musica per bambini kamikaze

Amnesty International

Facebook Twitter Linkedin Tumblr Posterous Email

Giovedì sera le luci del Colosseo rimarranno spente. Il simbolo di Roma  ricorderà al mondo la prigionia del soldato israeliano e caporale Gilad Shalit, da quattro anni ostaggio dei terroristi di Hamas. Dell’iniziativa ne parla il portale dell’ebraismo italiano, “Moked”. Mi ha emozionato la canzone di un cantante israeliano, Aviv Geffen, dedicata alla causa per la liberarizzazione di Gilad: “Everybody’s Child”. Il potere della musica di sensibilizzare le coscienze, nella speranza che a tutti gli uomini sia garantito il diritto alla vita e alla libertà.

Ma la musica è usata pure per fini propagandistici o addirittura come strumento per veicolare la cultura della guerra  e della morte nei bambini. Lungi dal cantare inni di pace e di fratellanza come “Give peace a chance” di Lennon o “Heal the world” di Michael Jackson, il brano “When we die as martyrs” (Quando noi moriamo come martiri) è stato prodotto da un canale televisivo islamico “Birds of Paradise” dedicato all’infanzia (un Disney Channel islamico). Nel brano i bambini inneggiano al martirio, alla morte che li attende, kamikaze per la gloria di Dio e per difendere, col sacrificio e lo spargimento di sangue degli israeliani, i diritti dell’infanzia palestinese. Orribile, come la voce del cantante adulto che, come un pifferaio magico, “prende per mano” i bambini e li conduce con fare dolce e mieloso al martirio (mica il suo). Diabolico.

A tal proposito, uno scrittore saudita e islamico Fawzia Nasir al-Naeem ha espresso il suo sconcerto, dopo la visione del video:

“Il video e la canzone incoraggiano l’uso delle armi, ad uccidere usando esplosivi, a spargere sangue, a diventare terroristi. I nostri figli ripetono a “pappagallo” quello che sentono, senza riflettere, e tutto ciò che gli adulti fanno e dicono entra nelle loro menti. Questi esempi negativi vengono memorizzati, depositati in un angolo della memoria e col tempo maturano in convinzioni e principi fondamentali. Il sogno del martirio si realizzerà quando un bambino sarà rivestito d’una cintura esplosiva. Comincerà a proclamare la Jihad, che Allah gli ha rivelato la sua missione di uccidere… Così, madre, apri gli occhi invece chiusi all’amara realtà. Osserva coloro cui hai affidato l’educazione dei tuoi figli e li deviano dalla retta via. Lascia perdere “Birds of Paradise”, altrimenti voi e i vostri figli diventerete legna da ardere all’inferno”.

Come non essere d’accordo?

Immagine anteprima YouTube

  • «We will have peace with the Arabs when they will love their children more than they hate us» (Golda Meir)

    Paolo Pegoraro

    24 giugno 2010

  • “Ci sarà pace con gli arabi quando questi ameranno i loro figli più di quanto odino noi”. Grazie Paolo per averlo condiviso.

    Max Granieri

    24 giugno 2010

  • Su Facebook, nella nota pubblicata sul mio profilo, scrive Francesco: “Diabolico” è proprio l’unico aggettivo per descrivere quella canzone: trattare i bambini (quelli degli altri, naturalmente) come carne da macello per il potere è la sola cosa che questi perfidi signori della jihad riescono a pensare: una mielosa e vigliacca bestialità degna di satana.

    Max Granieri

    24 giugno 2010

  • E già…il soldatino shalit e i bambini martiri…
    Naturalmente non una parola per i bambini di Gaza
    assassinati a seguito dei piombi fusi…
    colpa di quei soliti cattivoni di hamas.

    remocontro

    6 luglio 2010

  • Perfetta “par condicio”. Ma non mi risulta che gli israeliani, per quanto ingiusto e disgustoso sia il loro atteggiamento nei confronti dei palestinesi, educhino i loro bambini ad uccidere in nome di Dio.

    Max Granieri

    7 luglio 2010

Lascia un commento  

name*

email*

website

Invia il tuo commento