Dear God 2.0
“Dear God 2.0″ è il brano d’apertura di un album dell’omonima band “Monster Of Folk“. Il brano ripropone una domanda di senso riguardo la sofferenza: se Dio è soltanto amore, perché si soffre? Perché c’è dolore nel mondo?
E’ un quesito che ci poniamo specie quando la sofferenza coinvolge e dilania il presente, con mille incognite da affrontare. Ascolto la canzone e m’interrogo sul perché Dio abbia scelto la via del dolore – percorsa da Cristo crocifisso – per mostrarsi vicino a tutti. Ovvio, non c’è risposta. Ed è inutile quanto deleterio sublimare la sofferenza come “partecipazione necessaria” alla Passione di Cristo. Chi soffre vuole non patire più, punto. La croce si contempla dopo averla vinta. Mentre stai lì inchiodato senti solo il dolore dei chiodi che trafiggono le mani e i piedi (cf. Edith Stein). E’ l’esperienza della croce, quella vuota, dove Cristo ha dimorato ma per poco. Sì, perchè quel dolore Lui lo ha vinto, tornando alla vita.
Lo auguro a me e agli altri: di non soffrire mai l’insopportabile e di vivere felici, secondo i piani divini.
(Il brano dei Monster Of Folk è stato riarrangiato dai Roots e incluso nel loro nuovo album “How I Got Over”).
Caro Dio, sto cercando faticosamente di raggiungerti
Caro Dio, vedo il tuo volto in tutto quello che faccio
A volte è così difficile credere
Buon Dio so che hai le tue ragioni
Caro Dio, ti vedo muovere le montagne
Caro Dio, ti vedo muovere alberi
A volte non credo
A volte è tutto quello che vedo
Ho pensato e ho iniziato a sprofondare senza avere una risposta
Penso ad alta voce
Ma se l’amore è ancora in giro perché si soffre?
Perché si soffre?
Caro Dio, desidero poterti toccare
Com’è strano a volte sembra di riuscirci
Poi sono tornato di nuovo dietro a un bicchiere
Oh Dio…
Ho pensato e ho iniziato a sprofondare senza avere una risposta
Penso ad alta voce
Ma se l’amore è ancora in giro perché si soffre?
Perché si soffre?
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Mi piace pensare che God 1.0 fosse il Dio di Abramo, ma che di fronte alla nostra miseria ci fosse biosgno di un “aggiornamento”, un supplemento d’Amore, il Dio 2.0, che si é fatto uomo e ci ha amato così tanto da provare l’Abbandono del Padre (“Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato”).
Il dolore non si spiega, ma se si fa Persona, se é un Tu, allora posso provare a dare la vita per questo.
Ah, grande disco quello dei Monster Of Folk, comunque
Fausto
28 giugno 2010
Mi piace il passaggio dal 1.0 al 2.0. Hai ragione riguardo il supplemento d’amore, mi chiedo cosa sarebbe del dolore senza il suo. Nessuna speranza, nessun futuro. Vien voglia di dirGli “Grazie”, grazie per quanto ha sofferto per noi. Rileggendo il post, scritto di getto sull’onda dell’emozione, ho commesso comunque un errore di presunzione: voler definire l’esperienza del dolore, impossibile invece da razionalizzare: “Chi soffre vuole non patire più…” etc. Grazie per la condivisione. In effetti “Monster Of Folk” è un signor disco.
Max Granieri
28 giugno 2010
Dopo il peccato originale, nel mondo è arrivata la sofferenza. Poi Dio è venuto nel mondo e, attraverso la sofferenza, si è preso i peccati. Ogni nostra sofferenza è come una carezza che Lui ci chiede, una specie di coccola attraverso cui Gli stiamo vicino e che Gli serve per affrontare e sopportare meglio le Sofferenze che Lui prova a causa dei nostri peccati.
Le ho riportato ciò che ritengo aver capito dalle spiegazioni di due persone “del settore”..
Padre Max può dirmi la sua opinione? Mi piacerebbe sapere cosa ne pensa.. Mi ha un po’ scombussolato la sua frase “ovvio, non c’è risposta”..
grazie, maria
p.s.: bel brano!
maria
29 giugno 2010
Mi domandavo, nel post, come si può capire un padre che offre in sacrificio suo figlio per il bene di tutti. Poteva trovare altre soluzioni, o togliere il dolore dal mondo, e invece non lo ha fatto. Probabilmente il dolore derivante dalle nostre cadute ha effetti devastanti più di qualsiasi altra esperienza negativa. Devasta Lui che ci ha fatti a sua immagine e somiglianza, devasta noi che ci allontaniamo da Lui. Ma per grazia ricevuta, abbiamo ricevuto il suo soccorso in Gesù. E’ un atto di fede in Lui, nostro Salvatore. Capire i disegni di Dio è impossibile (non c’è risposta): a noi spetta solo goderne i frutti.
Max Granieri
30 giugno 2010
Padre pio diceva:”Pensa quale Palma è riservata a chi soffre!”, credo che a noi poco importa pensiamo solo alla vita terrena e chiediamo l’ intervento divino solo per i nostri desideri,e se esistesse una bacchetta magica Dio non sarebbe più neanche nei nostri pensieri. Gesù ha pianto la morte di Lazzaro eppure sapeva che dopo lo avrebbe salvato, noi ci facciamo tante domande ma non cogliamo appieno la sua umanità e tra i nostri peccati più gravi credo che ci sia proprio quello di volerci sostituire a lui come fece lucifero per questo il disegno di Dio per noi è inaccettabile.
zero
1 luglio 2010