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Gesù salva, anzi no

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Jay Z

Nei lunghi, continui e noiosi viaggi da e verso Roma ascolto la radio, una vera compagnia. Le grandi radio nazionali trasmettono le stesse canzoni, figlie d’una strategia di marketing delle Major vecchia quanto il mondo, quella cioè di pagare le emittenti per irradiare i vari brani, condizionando così i gusti degli ascoltatori. Nell’ultimo viaggio di andata e ritorno dalla capitale, ho ascoltato – forse una decina di volte e su radio differenti – “Empire State of Mind” di Jay-Z e Alicia Keys. Jay-Z è lontano dai miei gusti, però lo stesso è gradevole. Tutto quello che tocca si trasforma in oro, inutile negarlo.

Ho tentato di tradurre il testo della logorroica canzone interpretata in maniera sublime da Alicia Keys, arricciando il naso nel leggere questa perentoria affermazione:

“E Gesù non ti può salvare, la vita comincia quando finisce la chiesa…”

Perché prendersela con Lui? Certo, estrapolare una frase dal suo contesto può non rendere giustizia ad “Empire State of Mind”, un inno alla città che non dorme mai, New York:

“Non c’è niente che tu non possa fare
Se sei a New York
Queste strade ti faranno sentire nuovo di zecca
Le grandi luci ti ispireranno…”

Credere nelle sole forze e capacità, dubitando invece della provvidenza divina offerta in esclusiva dalla chiesa evangelica americana, una vera lobby. Un’interpretazione per dare senso alla critica di Jay-Z nei riguardi della chiesa. Gli artisti, probabilmente, cominciano a mostrare insofferenza verso gli evangelici che regolano (a modo loro) la morale, la politica e l’economia degli Stati Uniti.

Intanto ritorno in auto, lungo la strada. E accendo la radio. Le stesse canzoni e la stessa convinzione: Gesù salva, ma non alla maniera degli evangelici. Capito Jay-Z?

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  • E’ vero Gesù Salva ma non certo nella maniera degli Evangelici.

    Prima della parola ci deve essere Carità (linguaggio d’amore universale)

    La carità è l’unica modo per comunicare la parola di Gesù a

    “chi ancora non ha conosciuto l’amore di Dio” (cioè l’ateo)

    Massimo

    13 gennaio 2010

  • La carità, le opere. Giusto.

    Max Granieri

    13 gennaio 2010

  • Ognuno ha la propria opinione, però quando si parla di Gesù prima di aprire la bocca si dovrebbe pensare.
    Innanzitutto Gesù non è il genio della lampada che ci deve esaudire quando vogliamo e come vogliamo, e poi quando non ci serve più lo cacciamo via, perché ci è scomodo.
    Gesù è Dio, ma anche uomo. Ha la sua personalità, il suo modo di pensare, di agire.
    Non vive in funzione di noi.
    Egli ha fatto tutto quello che doveva e poteva fare per renderci felici, non gli si può ridire nulla.
    Ci da la possibilità di scegliere, ma ci suggerisce anche quello che è meglio per noi, non imponendo niente a nessuno.
    Se il mondo va come va non è colpa sua.
    Deve forse vivere al posto nostro o risolvere i problemi o i capricci di ognuno?
    Beh a modo suo lo fa, quando glielo permettiamo…ma questo implica una totale adesione ed unione con lui. Quando si diventa con lui una cosa sola…
    Se tutti facessero il proprio dovere, il mondo sarebbe migliore!
    Ma a volte fare il proprio dovere implica rinuncia, lavoro e sacrificio. E a quanto pare, come dicono i miei professori universitari: “la natura è pigra, sceglie sempre una via a basso spreco di energia per ottenere ciò che desidera”, così l’uomo come la singola molecola che si muove in un sistema, sceglie la via più breve e più dolce, che però porta all’egoismo e non al bene comune nuocendo così a se stesso e agli altri.
    Oh come è penosa la rinuncia!
    La porta stretta non piace a nessuno, ma tutti vorrebero il meglio. E a chi si da la colpa? A Gesù, che tutto ha fatto nella sua vita dalla nascita alla risurrezione e continua ancora oggi per noi, per darci l’esempio, il meglio per noi.
    Peccato che non si ha il cuore e la mente aperti a capirlo!
    Stefany

    Stefany

    23 gennaio 2010

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