Cristian è uscito dal gruppo?
Conosco Cristian da anni (nella foto, il primo a destra). Nella piazza del nostro piccolo paesino collinare, il celebre “Viale”, parlavamo di musica. Lui ha una passione innata per i Beatles a tal punto da farsi tatuare la faccia stilizzata di John Lennon e di chiamare la sua band bisignanese Gripweed, come il personaggio Musketeer Gripweed che Lennon interpretò nel film “How I Won The War” del 1967. Ci siamo visti l’ultima volta durante la festa dei 40 anni di Davide, amico in comune. Cenando, ha espresso il suo disagio artistico in un contesto ostile al tipo di musica che ha scelto di comporre e di condividere. Tanti i giovani abituati ad ascoltare canzoni attraverso le suonerie dei cellulari e a televotare i beniamini.
Lui è “altro” da tutto ciò. La sua musica è figlia della cultura elettronica anglo-americana. In Italia è difficile trovare spazi sufficienti per poter esprimere il suo enorme talento. Oggi la celebre rivista “Rolling Stone” gli dedica un articolo sul web magazine. Un post scritto benissimo perché fotografa il malessere artistico di Cristian, la sua onestà intellettuale e l’enorme sensibilità che dovrà imparare a domare. Il punto debole (e di forza) di ogni artista.
Avevamo concordato un’intervista nel periodo di Natale, ma poi non si è fatto più nulla. Colpa mia. Spero di potermi liberare dal senso di colpa, pubblicando quanto scritto su “Rolling Stone”.
Cristian, tieni duro!
Dopo aver presentato il singolo Mode Off e i nuovi brani a Roma, assieme a Kyp Malone dei TV On The Radio, i Gripweed escono con l’album K, realizzato con l’aiuto di Madaski (Africa Unite), grazie alla label francese Belive e l’etichetta capitolina Altipiani, ma il leader del gruppo, Cristian Rosa si è dileguato…
Le date live della band sono annullate. Ma resta un interrogativo: dov’è Cristian? Nessuno sa niente. Compositore, cantante e polistrumentista, è lui il cuore pulsante dei Gripweed. Cuore è la parola più adatta. Ha un animo poetico Cristian, e si comprende dalla sua timidezza sul palco, dalla sua mimica emotiva che ricorda quella del grande Morrissey.
Deposita i pezzi alla Siae e di lui non si ha più nessuna traccia. Lo staff di 2bePOP lo cerca per tre settimane, ma il telefono squilla a vuoto, a casa non c’è e non risponde alle email. Si è dileguato. Che la tensione per l’album in uscita lo avesse afflitto era palese.
Teso come una corda di violino, stranamente taciturno, senza quelle sue battute sceme dal sapore umoristico inglese, ecco com’era negli ultimi tempi.
Voleva inciderlo da capo: ha una mente troppo fervida per restare fermo un attimo.
I pezzi però lo convincevano: li reputa ancora proiezioni di quel mondo noir che gli si agita in testa fibrillante, senza stasi, senza punti esclamativi e con mille interrogativi non comuni. Un uomo nudo, ecco cosa descrivono i brani di K. La vulnerabilità quindi ha preso il sopravvento.
Oggi finalmente si è fatto vivo via email:
“Sono scappato. Ho passato un po’ di giorni a letto, piangendo, poi ho lasciato il Paese. Sono caduto in uno stato di forte depressione che mi fa odiare tutto quello che ho creato. L’avventura Gripweed per me non è finita, anzi vi do carta bianca per la promozione, ma per un po’ non voglio tenere concerti, Spero non ci siano problemi ad annullare il tour. Ho bisogno di cambiare, come persona e come musicista. Sono ansioso. Mi sento sempre sotto pressione ed ultimamente sono uscito pazzo. Ma so che in giro per il mondo troverò la forza di reagire e lo stimolo per comporre nuove canzoni”.
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