The Mountain Goats

Ci vuole coraggio per guardare in faccia l’esperienza. Soprattutto quando la realtà sembra contraddire il desiderio. Quelle dei Mountain Goats sono da sempre canzoni coraggiose: affrontano la vita in tutti i suoi aspetti, anche quelli più crudi. Sulla scia di “The Life Of The World To Come”, John Darnielle ci svela la stoffa delle sue canzoni, sempre tese a interrogare ogni circostanza per cercare di catturarne il significato, senza timore di paragonarsi con una possibilità di risposta. Un’occasione per andare alla riscoperta della fitta discografia di uno dei più brillanti autori di canzoni degli ultimi anni, dallo spartano fai da te degli anni Novanta fino alle più rifinite atmosfere degli album realizzati per la 4AD. Sempre all’insegna di un songwriting dallo spirito letterario e di una vibrante e incontenibile urgenza.
[...] In una recente intervista, hai detto che la maggior parte della gente della nostra generazione vuole dire di pensare con la propria testa, mentre a te interessa di più pensare con la testa di un altro e poter dire “Mi fido di te”. L’idea di fede che emerge da “The Life Of The World To Come” non è quella di un’illuminazione irrazionale, ma di un percorso che porta a fidarsi di qualcun altro. Da che cosa nasce per te questa concezione?
Penso che la fede sia questo: guardare fuori da sé stessi. E penso di avere appreso questa definizione dalla lettura che i primi padri della Chiesa hanno dato della vita di Cristo: una prospettiva di dono di sé, del sacrificio di sé per trovare l’unione con Dio. È necessariamente un percorso, penso, perché il primo istinto è quello di pensare di essere tu al primo posto tra le cose importanti della tua vita, giusto? Ma, come dico sempre, in realtà non ho fede. Cerco, ma alla fine sono un uomo moderno come il resto di noi. Voglio solo cercare di fare esperienza della fede, e cantare e riflettere su questo.
Leggi l’intervista integrale a John Darnielle sul sito di Onda Rock
Genesis 30:3
“Per mezzo suo io potrò avere un figlio” (libro della Genesi, capitolo 30 versetto 3)
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Per molti giorni i visitatori sono stati qui
Li abbiamo visti trasformati e li abbiamo guardati andare via
Abbiamo parlato dei giorni in cui lui sarebbe venuto
Abbiamo avuto difficoltà a credereRicordo la mia lingua colpita
Appena tu sei venuto qui da ovunque sei venuto
Il potere nella tua voce
Il tuo tocco ruvido
Tu prendendoti cura di me
GuardandomiApri le porte alle tende
Mi chiedo dove siano andati i bei tempi
Farò quello che mi chiedi
Per quello che provo di tePiccola faccia contratta appena i suoi occhi incontrano la luce
Cerca di immaginare qualsiasi cosa tanto splendente
Lo vedi una sola volta poi si chiude nell’alba
E poi è andato per semprePer molte ore abbiamo riposato lì gli ultimi della nostra specie
Giorni più duri in arrivo forse
Non m’importa
Sembra un po’ stupido quando lo vedo ma è vero
Farei qualsiasi cosa per teFai la promessa del giorno
Conduci via le cose buie
Farò quello che mi chiedi di fare
Per via di quel che provo per te
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