“Parola di Vita” del 28 febbraio

27 febbraio 2010 4 Commenti 314 letture Stampa

Il commento sulla Parola di Dio proclamata durante la liturgia festiva. In onda tutte le domeniche alle ore 8.00 del mattino, solo su RLB. Una canzone chiude la riflessione, riassumendo i punti essenziali del messaggio.

Ascolta il commento al vangelo e il brano “Una giornata uggiosa” di Lucio Battisti

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VANGELO Lc 9,28b-36

In quel tempo, Gesù, prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare. E, mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. Ed ecco due uomini parlavano con lui: erano Mosè ed Elia, apparsi nella loro gloria, e parlavano della sua dipartita che avrebbe portato a compimento a Gerusalemme.

Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; tuttavia restarono svegli e videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui.

Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi stare qui. Facciamo tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli non sapeva quel che diceva. Mentre parlava così, venne una nube e li avvolse; all’entrare in quella nube, ebbero paura. E dalla nube uscì una voce, che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo». Appena la voce cessò, Gesù restò solo. Essi tacquero e in quei giorni non riferirono a nessuno ciò che avevano visto.

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4 Commenti a ““Parola di Vita” del 28 febbraio”

  1. Silvio says:

    Mitico don Gioba! :-)

  2. Nicola Boccia says:

    Si parla poco di trasfigurazione… Forse perkè all’orizzonte si intravede la fatica del restauro dell’opera dopo il sovrappeso di artefizi ke nn gli appartengono, un pò come l’esistenza umana. Vedere ciò che potrebbe essere è quasi utopico per noi figli del tutto e subito. Invece…basterebbe così poco… “Che sapore ha il senso di una vita mal spesa?” :-) ))

  3. Max Granieri says:

    La gloria di Dio così splendente sul monte vorrei vederla riflessa nelle azioni quotidiane, quelle semplici e ordinarie. Il senso della Scrittura e il mistero di Cristo in esso contenuto, oggi, io tento di testimoniarlo con i fatti. La gente ha bisogno di concretezza. Altrimenti la Trasfigurazione e tutte le verità di fede rimarranno lassù sul monte, nascoste in quelle comode tende dove ci culliamo alla presenza di Dio, dimenticandoci di comunicare al suo popolo ciò che abbiamo veduto, ascoltato e creduto. “Pratico” e libero da artefizi inutili anche nelle omelie, per essere credibile nell’annuncio. Almeno ci provo. E questo vale per tutti i battezzati chiamati a rendere visibile Gesù agli altri, specie ai “lontani” (ma saranno così distanti da Dio più di quanto non lo siamo noi?). Il rischio è di spendere male la nostra vita, anche la consacrazione religiosa. Allora sì che l’esistenza non avrebbe sapore. Siamo o no il sale della vita? (Matteo 5, 13-16)

  4. Nicola Boccia says:

    Nemmeno a farlo apposta…”Come si può pretendere di parlare e testimoniare le grandi cose se poi non si è capaci di vivere ed apprezzare le piccole e ordinarie?”

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