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Lo scorso venerdì, in radio e in diretta, ho discusso a lungo su alcune dichiarazioni di Bono Vox – in passato dipendente dall’eroina – e sull’outing di Morgan, messo in croce dopo aver affermato di usare la droga come antidepressivo. Senza retorica… a me Morgan non piace, mentre di Bono apprezzo la voglia di resistere alle tentazioni. Ancor meno mi è piaciuta l’ipocrisia dei soliti puritani televisivi e non ho condiviso l’esclusione di Morgan dal Festival di Sanremo.

Grasso che cola per una kermesse bisognosa di visibilità e ossessionata dallo share.  Avanti dunque con le strategie create ad hoc per far parlare del festival della canzone italiana: inserire tra i Big Valerio Scanu (ma chi è???), il solito Povia che approfitta di sciagure altrui per cantare, le minacce di Pupo di non esibirsi se gli censurano il testo “Italia amore mio” (minacce o miracoli di San Remo?) e il presunto sdegno dell’ospite Carla Bruni (immaginare Sarzoky arrabbiarsi per una cosa scritta da Cristicchi – signori, Cristicchi! – supera, per fantasia, la sceneggiatura del film “Avatar”). Ora il calo di zuccheri della Clerici tiene col fiato sospeso l’intera nazione. Ma che bravi questi guru della comunicazione…

Guardando X Factor, gli effetti del LSD su Morgan erano visibili anche a un cieco. Allora perché indignarsi? Perché aizzare il pubblico della tv contro il rock? Dedicare anni alla ricerca del buono nella cultura rock e poi sentire certe affermazioni, le solite, fanno venire il mal di pancia.

Per confutare le tesi dei “ben pensanti” basterebbe leggere questo post: Il lato spirituale di Eric Clapton.

Con il dee jay “One” (condividiamo lo stesso nickname!) abbiamo concordato una puntata a tema, mettendo su una playlist di canzoni e artisti impantanati con la droga. Storie di morte e resurrezione, rocker feriti e illusi dalla droga, di convertiti e di pazzi che mitizzano la dipendenza da un male che distrugge e uccide. Come Ryan Adams o Dave Gahan dei Depeche Mode o Ian Dury. Quest’ultimo coniò la celebre frase “Sex, Drugs & Rock’n'roll”, un trittico maledetto che marchiò a vita il rock. In pochi conoscono le buone azioni compiute da Ian Dury a  favore dei diversamente abili e messe in risalto in un film biografico. Un personaggio comunque scomodo e  volutamente sgradevole, scomparso nel 2000 per colpa di un tumore.

Curiosa la storia dei Grant Lee Buffalo. L’album del 1995 “Mighty Joe Moon” fu scritto e composto sotto effetto di allucinogeni, tanto per restare in tema (dichiarazione di Grant Lee Phillips andata in onda sulla gloriosa Videomusic, primo canale televiso e musicale in  Italia). Eppure su YouTube, tra i commenti al video dell’omonima canzone, un certo dib1969 scrive:

“Ho cercato di uccidermi con una overdose, ascoltandola ripetutamente sul player CD appena dopo essermi impasticcato. Dopo vari ascolti del brano “Mighty Joe Moon”, ho deciso di tornare a vivere, così ho vomitato le pillole ingerite per suicidarmi. Con questa canzone, una candela e la mia chitarra sono rimasto tra la vita e la morte per due ore, fino a quando la mia ex moglie non mi ha trovato, aiutandomi. Questa canzone ha salvato la mia vita.

Un vero paradosso! Il resto ve lo dico in radio.

Vi aspetto venerdì 12 febbraio, ore 16.20: diretta in streaming | podcast

Playlist

Personal Jesus – Depeche Mode
L’albero delle spade – Eugenio Finardi
Mighty Joe Moon - Grant Lee Buffalo
Un blasfemo – Morgan
Sex, Drugs & Rock’n'Roll – Ian Dury
Bollicine – Vasco Rossi
Charlie fa surf – Baustelle
Bad – U2
Born into a light – Ryan Adams
La sedia di Lillà – Alberto Fortis
The drugs don’t work – The Verve

Il trailer del film “Sex, Drugs & Rock’n'Roll”

Immagine anteprima YouTube
  • Il testo de “L’albero delle spade” di Eugenio Finardi.

    Mentre le donne vanno ad accmpagnare i figli a scuola
    e girano per vetrine con la scusa di fare la spesa
    e i fidanzati si abbracciano sognando di trovare una casa
    e i vecchi mangiano da soli la loro cena con la tele accesa

    Come navi fantasma senza vento nelle vele
    vagano tra noi su rotte parallele
    di giorno girano per le nostre stesse strade
    ma la sera si ritrovano insieme
    all’albero delle spade

    Passano la vita consumati da una sola ossessione
    quella di trovare sempre più veleno per credere di star bene
    non fanno più l’amore, spesso non sanno dove andranno a dormire
    sono disposti a fare qualunque cosa pur di trovare poche lire

    Come navi fantasma senza vento nelle vele
    vagano tra noi su rotte parallele
    di giorno girano per le nostre stesse strade
    ma la sera si ritrovano insieme
    all’albero delle spade

    Volerò
    Io canterò
    E se sto male io urlerò
    Ma io rinascerò

    Come navi fantasma senza vento nelle vele
    vagano tra noi su rotte parallele
    di giorno girano per le nostre stesse strade
    ma la sera si ritrovano insieme
    all’albero delle spade

    Il Vento di Elora – 1989

    Max Granieri

    12 febbraio 2010

  • Secondo il mio modesto parere chi vuole tenere fuori Morgan per le sue palesi dipendenze dalle droghe dovrebbe pensare di escludere di conseguenza anche quei concorrenti del Festival dipendenti da altri tipi di “droghe”.
    Per esempio è grave ed evidente la dipendenza alla chilurgia plastica(anche le star operate sono di cattivo esempio per l’eccessivo attaccamento all’estetica del corpo e spesso soffrono molto psicologicamente.)
    La chilurgia plastica è una dipendenza al bisturi.
    I brutti risultati della chilurgia troppo invasiva sono poi visibili nei volti e nei corpi vecchi di molte “dive” di Sanremo, non si considera il rischio di emulazione in questo caso?!
    Se dovessero essere esclusi tutti i concorrenti di Sanremo che hanno una qualche dipendenza grave a: droga, psicofarmaci, bisturi, sesso, etc… Penso che dalla scalinata dell’Ariston ne vedremmo scendere proprio pochi di concorrenti…

    Massimo

    12 febbraio 2010

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