Bono il fervente cristiano

12 gennaio 2010 Nessun Commento 391 letture Stampa

Quando le porte dell’aldilà si apriranno per Bono, è probabile che San Pietro gli si pari davanti per schiudergli quelle dorate e adorate del Paradiso. Se non bastassero infatti i tentativi di cancellare il debito di molti Paesi africani, ora il frontman degli U2 può inserire nel suo impegnato curriculm vitae anche l’endorsement ufficiale del Vaticano. Secondo una ricerca condotta da Gaetano Vallini, giornalista de L’Osservatore Romano, riportata dalle colonne elettroniche del Guardian, Bono risulta essere uno degli artisti dal credo più solido almeno a giudicare dalla quantità di riferimenti e allusione ai Testi Sacri presenti nei testi che scrive per gli U2.

D’altra parte Bono non ha mai nascosto la sua fede. Cresciuto da una madre protestante e da un padre cattolico, lui, The Edge e Larry Mullen Jr. sono stati per lungo tempo membri di una confessione evangelica chiamata Shalom. Anche se Bono ha in seguito sempre preso le distanze da qualsisasi organizzazione del genere, per prendere una strada maggiormente personale nella ricerca spirituale, ha reso pubbliclo il suo apprezzamento per Papa Giovanni Paolo II.

Nel pezzo pubblicato dall’Osservatore Romano, Vallini, recensendo un libro di Andrea Morandi “U2: In The Name of Love”, domostra come la fede e Bono siano due realtà che vanno a braccetto da molto tempom per arrivare ai lavori dei giorni nostri. “La presenza della Bibbia nelle prime registrazioni era cosa nota” spiega Vallini citando Morandi, “ma la vera scoperta è che la presenza è rimasta costante fino agli album più recenti”. I due riportano una serie di esempi convincenti in merito.

Nel brano “Gloria”, presente nell’album del 1981 October, Bono e gli altri sembrano essere alla ricerca di Dio. “I try, I try to speak up/But only in you I’m complete”, mentre anche negli ultimi lavori come nell’ultimo No Line On the Horizon, la valenza liturgica della band non sembra aver perso forza. Nella litaniante “Magnificat” (che già nel titolo fa capire l’antifona del brano) l’esplorazione sembra essere andata davvero troppo avanti, mentre in “Unknown Caller”, tutto sembra essere tornato sulla retta via. “Restart and reboot yourself/You’re free to go/Shout for joy if you get the chance”.

Fonte: Rolling Stone Italia

Per chi volesse saperne di più, consiglio di leggere… Lungo la strada con gli U2

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