Bob Dylan scende a patti con il demonio?
Una celebre favola di Esopo racconta di un pastore burlone, a guardia di un gregge di pecore, che si diverte a gridare “Al lupo, al lupo!”, svegliando nel cuore della notte gli abitanti del villaggio. Allo stesso modo sono stato buttato giù dal letto stanotte quando, ormai vinto dal sonno, ho ricevuto una notifica via email e sul telefono. Notizia shock: “Bob Dylan ammette di aver venduto la sua anima al diavolo!”. Cosa mai sarà capitato al buon Bob, già “cristiano rinato” e poi vicino all’ebraismo: una nuova crisi religiosa? Clicco sul link e mi ritrovo su Gloria.tv (il YouTube cattolico). Guardo basito un’intervista a Bob Dylan, dove dichiara (divertito) di aver venduto l’anima al “comandate di questo mondo” per continuare a fare musica e mantenersi in vita.
Nel video riconosco subito Ed Bradle, giornalista del celebre programma della CBS “60 minutes”, tra i miei preferiti. Mi catapulto sul sito del network per capire qualcosa in più, mentre penso ai dischi “cristiani” di Dylan, specie al mio preferito Slow Train Coming. Ricordo il suo concerto a Cosenza. Sì, una piccola città calabrese, lì dove mai avrei immaginato che potesse arrivare per esibirsi.
La sorpresa è stata doppia perché ho sempre pensato a Dylan insieme a Giovanni Paolo II a Bologna, sul palco del discusso Congresso Eucaristico che aprì le porte alla musica pop e rock. Dunque vicino al cristianesimo…
Nell’intervista, qui linkata, Bob rompe un silenzio durato anni. Come solo i grandi sanno fare, ironizza su se stesso, demitizzandosi. Non si definisce né un profeta né un salvatore – “Elvis invece lo è stato” afferma. Soprattutto parla di sé come un impostore perché gli altri lo immaginano diverso da ciò che è in realtà, semplicemente un cantante e autore delle sue canzoni. ”Nei testi delle mie canzoni, facile è capire come io non sia il portavoce di qualcuno o di qualcosa”.
Bradley osserva: “Ma il pubblico ti vede così!”. E Dylan: “Non devono aver sentito i miei dischi”.
Nell’intervista Bob ha voglia d’essere normale e di giocare con il mito Dylan. Alla domanda “Perché sei ancora in giro?” risponde: “Ho fatto una specie di patto di ferro con lui… Sto cercando di ritardare la fine, di arrivare dove sono adesso”.
Quando il giornalista gli chiede con chi ha stipulato il patto, Dylan risponde: “Con il comandante in capo”. “Quello che comanda in terra e nel mondo che non possiamo vedere”. Non specifica se è il demonio o Dio. Il dubbio aumenta specie se guardiamo un video dove qualcuno ha scovato messaggi subliminali nelle risposte di Dylan alla CBS.
Non credo che a Bob Dylan interessi più di tanto legarsi al diavolo, specie se pensiamo alla sua convinta commozione nel suonare Forever Young davanti al Papa un anno dopo. Forse una forzatura la storia dei messaggi subliminali, chissà. Di certo lo scherzo “Al lupo, al lupo!” ha avuto l’effetto di riflette su un personaggio che – più di qualsiasi altro artista contemporaneo – ha rivoluzionato il mondo. E che si è divertito a prendere in giro tutti.
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mmmm, credo che mi debba prendere le colpe di questa notifica
Comunque sia, pur non conoscendo Bob, non ho creduto minimamente a questa notizia “bomba”, anzi, mi ha fatto quasi tenerezza l’ingenuità del titolo di gloria.tv
silvio
25 gennaio 2012
Credo che Dylan sia talmente grande ed intelligente che non venderebbe mai l’anima a Satana…è sempre stato legato alla figura di Dio e di Gesù..e anche negli ultimi lavori queste loro presenze si fanno sentire, sopratutto nel brano Ain’t talkin’.
ardez
26 gennaio 2012
Condivido pienamente. Credo abbia voluto “giocare” con il pubblico, è nel suo stile.
Massimo Granieri
26 gennaio 2012