Un brano inutile



“Che disagio, questa canzone è una gang bang di stereotipi e critiche qualunquiste. Sei il figlio di papà più raccomandato e meno talentuoso dai tempi di Jordi Crujiff, che almeno ha avuto il grande pregio di segnare all’Inter una volta nella sua vita”. E’ uno dei tanti giudizi condivisi sul canale YouTube di Pico, figlio di Enrico Ruggeri, reo d’aver scritto il brano più brutto del 2011 riguardo la fede cristiana, “Papa su Facebook”.
Di fronte al brano proposto dall’ultimo rampollo di famiglia – chissà perché in Italia cantanti, attori e registi cinematografici sono quasi tutti figli di papà celebri – la platea si divide tra estimatori e detrattori. Mi aspettavo il plebiscito del pubblico visto l’aria che tira in Italia, sempre più culturalmente anticlericale. Invece le reazioni sono assai diverse. Si arriva fino all’insulto: “Devo dirti senza offesa che sei proprio ridicolo, ma io non so, tutti sti giovani che vogliono svoltare cercando di fare la hit del momento, cercando di costruirsi un personaggio, che poi risulta ridicolo, testo scarso e banale, metrica altrettanto, argomento scelto per cercare di piacere a bimbiminkia trasgressivi o a qualche adult/retard… video disordinato, interpretazione del personaggio scarsa… Ma io non so se prima di fare sti pezzi e metterli su youtube non li riascoltate/riguardate bene… bo”.
La canzone è un j’accuse nei riguardi della Chiesa e del Papa che avrebbero invaso internet per promulgare il Credo cattolico e allungare le mani sulle giovani coscienze, “bimbiminkia” privi di senso critico. Per fortuna c’è il figlio di Enrico Ruggeri a metterli in guardia.
Il brano è una cozzaglia di luoghi comuni assommati da chi non conosce affatto come la Chiesa abita la rete e cosa la Chiesa propone sul web. Eppure Pico ha il coraggio di affermare che nel brano “si affrontano con sarcasmo le ambivalenze del web e le incongruenze della chiesa cattolica. Nel video tre suore trasformiste accompagnano la mia versione ecclesiastica all’interno di un tempio cattolico: andranno alla ricerca di nuovi fedeli attraverso la rete, trasmutando l’umanità… “.
Mi spiace quasi fargli pubblicità.
Su YouTube lo chiamano il Caparezza dei poveri. Vero. Pico è una brutta imitazione di un rapper già “mangiapreti”, entrambi poco godibili quando puntano il dito contro qualcuno o qualcosa. Per far parlare di sé e attirare l’attenzione del pubblico, bisognerebbe comporre ed eseguire musica di qualità.
Papà non ti ha insegnato nulla, caro Pico?
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…dai, quantomeno le suore sono carine
comunque sia, non ce l’ho fatta a vederlo tutto….
silvio
2 gennaio 2012
Manco io, ho solo ascoltato più volte il brano.
Massimo Granieri
6 gennaio 2012