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Intervista esclusiva a Bugo: «L’aldilà è la pagella scolastica della nostra vita»

Immagine anteprima YouTube

Bugo. Sì, proprio lui. Ha risposto alle domande sulla spiritualità presente nell’ultimo disco “Nuovi Rimedi Per la Miopia” e in tutta la sua discografia. Nell’intervista che segue la tensione religiosa e i dubbi di un artista. Buona lettura.

“Vorrei avere un dio” è la canzone che dieci anni fa segnò l’inizio della tua ricerca musicale di Dio. Mi pare, ascoltando il nuovo album “Nuovi Rimedi Per La Miopia”, che continui a non avere certezze nei riguardi del Signore, eppure Lui è il tuo centro di gravità permanente. Sei inquieto, non lo hai ancora trovato e non ti stanchi mai di cercarlo…

E’ vero, non ho certezze. Vivo questo legame che non so esattamente da dove arrivi. Sarà che ho frequentato le scuole dei preti quando ero alle elementari, sarà che sono italiano e che quindi, avendo il Vaticano così vicino, non posso fare a meno di confrontarmi con la religione. E’ un confronto poco sereno, come tu hai notato. (leggi tutto)

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Una cioccolata calda e i Negrita

Per la prima volta non ho un titolo per un post. Succede. Di solito lo scelgo prima di cominciare a scrivere un articolo. Un modo per non allontanarmi troppo dalle intuizioni qui condivise. Vada come vada. Questa sera ho deciso di dedicare tempo alla musica, pochi minuti in realtà. Mentre posto sul blog, gli studenti di teologia in ricreazione preparano una buona cioccolata calda, il loro vice direttore non può mancare all’appuntamento. Devo fare in fretta. Qui a Roma è tutto così veloce. Argh!

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Bob Dylan scende a patti con il demonio?

Una celebre favola di Esopo racconta di un pastore burlone, a guardia di un gregge di pecore, che si diverte a gridare “Al lupo, al lupo!”, svegliando nel cuore della notte gli abitanti del villaggio. Allo stesso modo sono stato buttato giù dal letto stanotte quando, ormai vinto dal sonno, ho ricevuto una notifica via email e sul telefono. Notizia shock: “Bob Dylan ammette di aver venduto la sua anima al diavolo!”. Cosa mai sarà capitato al buon Bob, già “cristiano rinato” e poi vicino all’ebraismo: una nuova crisi religiosa?  (leggi tutto)

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Un brano inutile

“Che disagio, questa canzone è una gang bang di stereotipi e critiche qualunquiste. Sei il figlio di papà più raccomandato e meno talentuoso dai tempi di Jordi Crujiff, che almeno ha avuto il grande pregio di segnare all’Inter una volta nella sua vita”. E’ uno dei tanti giudizi condivisi sul canale YouTube di Pico, figlio di Enrico Ruggeri, reo d’aver scritto il brano più brutto del 2011 riguardo la fede cristiana, “Papa su Facebook”.  (leggi tutto)

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Musica e fede cristiana: il meglio del 2011

Come ogni fine anno, arriva il listone delle dieci canzoni cosiddette “ispirate” dalla fede cristiana. I brani scelti e prodotti nel 2011 sono meno centrati sulla figura di Cristo: nella classifica il Signore viene pronunciato una sola volta. Ora si percepisce la paura di non vivere dignitosamene, causa la recessione economica. Si cerca una protezione, un rifugio sicuro.

Involontariamente tutte le canzoni diventano speranzose, inni alla perseveranza, come l’intero disco “Mylo Xyloto” dei Coldplay. In Italia invece i testi riferiti alla religione sono insolenti, vedi e ascolta gli Zen Circus e Caparezza, esclusi per un fallo a gamba tesa sulla religione cattolica, da cartellino rosso. (“Nati per subire” degli Zen Circus rimane tra i migliori album italiani del 2011).

Nella classifica manca Sogno no. 1 di Fabrizio De Andrè, progetto magnifico di Geoff Westley, già produttore in Italia di Lucio Battisti. Con la London Symphony Orchestra ha arrangiato in chiave sinfonica alcuni tra i brani più celebri di De André, inclusi quelli cristiani. Fabrizio De André non può essere classificabile né racchiuso in una Top Ten: è semplicemente inarrivabile.

Allora… Partiamo dal gradino più basso della classifica.

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