Classifica del 2011

Come ogni fine anno, arriva il listone delle dieci canzoni cosiddette “ispirate” dalla fede cristiana. I brani scelti e prodotti nel 2011 sono meno centrati sulla figura di Cristo: nella classifica il Signore viene pronunciato una sola volta. Ora si percepisce la paura di non vivere dignitosamene, causa la recessione economica. Si cerca una protezione, un rifugio sicuro. Involontariamente tutte le canzoni diventano speranzose, inni alla perseveranza, come l’intero disco “Mylo Xyloto” dei Coldplay. In Italia invece i testi riferiti alla religione sono insolenti, vedi e ascolta gli Zen Circus e Caparezza, esclusi per un fallo a gamba tesa sulla religione cattolica, da cartellino rosso. (“Nati per subire” degli Zen Circus rimane tra i migliori album italiani del 2011).

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Classifica del 2010

L’anno che passerà ha riservato non poche sorprese riguardo la devozione a Gesù, nuova icona rock del terzo millennio alla conquista della cosiddetta musica “commerciale”, quella di plastica (usa e getta) che si ascolta distrattamente nei supermercati, dal barbiere o dalle colonnine audio di un lungomare. Un interesse che parte da Woody Guthrie con la sua “Jesus Christ”, passando per la Christian Music del fondatore Larry Norman, una pietra miliare la sua “Why Should the Devil Have All the Good Music”, per finire con lo sdoganamento della letteratura biblica nel rock’n’roll. Ora la riscoperta della fede nella pop music. Nel 2010 c’è la riscossa  di un genere considerato “minore”, sottovalutato, maltrattato e messo ai margini delle nostre preferenze. Forse gli autori pop sono incapaci d’introspezione e di scrivere testi che abbiano un certo spessore? La classifica dimostra il contrario: una top ten di pop-rock e rap ispirato, canzoni vicine al cristianesimo o che irridono la Chiesa e i suoi dogmi. La chart farà storcere il naso ai più. Nelle canzonette scelte l’attenzione all’uomo e la tensione religiosa sono comunicate in maniera sì leggera ma genuina. Il mio macellaio di fiducia le fischietta allegramente mentre affetta un petto di pollo dietro il banco delle carni, ignorandone il senso profondo. Che non succeda mai più (segue grossa e grassa risata).

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La classifica del 2009

“Non sopporto le canzoni che ti fanno sentire inadeguato. Non sopporto le canzoni che ti fanno pensare di essere nato per perdere. Destinato a perdere. Non fanno bene a nessuno. Non fanno bene per niente. E perché tu sei troppo vecchio o troppo giovane, troppo grasso o troppo magro, o troppo brutto, e troppo qui e troppo là. Canzoni che ti buttano giù, che non tengono conto della tua cattiva sorte o di quanto hai tribolato”. Woody Guthrie spiegava così le canzoni in cui disquisiva di religione, politica e filosofia. “Canzoni che ci avvicinano a piccoli passi verso la verità finale”: la figlia di Woody, Nora, lo scrive nella premessa al libro “Le canzoni di Woody Guthrie” (edito da Feltrinelli). Nella musica è pressante il desiderio di conoscere la Verità, per riscoprire il senso della vita in un mondo sempre più smarrito e bisognoso della provvidenza divina. E nel 2009 – giunto al termine del suo mandato – il pop, il folk e il rock sembrano aver spalancato definitivamente la porta alla religione cristiana. Qui una lista dei dieci migliori album dell’anno che passerà, dischi per riflettere sulla spiritualità e sulla sacralità della vita. Con la solita leggerezza che distingue la musica, una delle migliori espressioni artistiche dell’intrattenimento popolare, quella che fa bene all’anima.

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