“Prete in automobile”: episodio 1

Come già annunciato la settimana scorsa, ogni sabato pomeriggio posto sul blog una breve clip dei miei viaggi su strada condivisi su Twitter e Instagram.

Venerdì 20 marzo ho accompagnato il Superiore Generale P. Jaochim Rego – in visita alla nostra Provincia religiosa – presso le comunità della Calabria. La sera prima ho concelebrato una santa messa insieme a  lui e ad altri sacerdoti e Superiori nel ritiro dei passionisti a Manduria, dove abito. La sua omelia era incentrata sulla storia di un ragazzo che descriveva il suo dolore e la rinascita disegnando un vaso rotto attraverso cui passava una luce.

Ascolta l’audio dell’omelia:


Ho pensato immediatamente a una canzone di Leonard Cohen che include un verso, tra i più belli mai ascoltati: “In tutto c’è una crepa. Ed è così che la luce può entrare” (Leonard Cohen, “Anthem”).

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“Prete in automobile”: numero zero

Nei viaggi a lunga percorrenza e se da solo, piazzo la videocamera del telefonino sul cruscotto della macchina e registro pezzi di strada con l’autoradio accesa che suona le mie playlist. Ieri, guardando alcuni brevi video di questi tragitti, ho deciso di twittarli e/o metterli su Instagram ogni sabato pomeriggio e di farne una rubrica sul blog intitolandola: “Prete in automobile”. Un modo per ricordare le speranze riposte in quei viaggi e ciò che ho vissuto pastoralmente nei luoghi raggiunti.

Il titolo “Prete in automobile” è di Luigi Tenco, autore di una canzone-denuncia nei confronti del clero che avrebbe goduto di privilegi invece negati al popolo, cui gli erano preclusi i diritti più elementari. Era il 1964 e Tenco profetizzò la rivoluzione laica del 1968 con parole semplici e terribili:

Quando vedo un prete in automobile per il rosso aspettar, io provo un dispiacer.
Quando vedo un prete in automobile una ruota cambiar, io provo un dispiacer.
Perché lui pensa a grandi cose fatte di eternità.
Quando vedo un prete in automobile una multa pagar, io provo un dispiacer.

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