Leonard Cohen e quel crocefisso vilipeso

“Come un uccello sul filo, come un ubriaco in un coro di mezzanotte, ho provato a modo mio ad essere libero”. È un passaggio di Bird On The Wire di Leonard Cohen, un ebreo non osservante, uno spirito libero e inquieto che semina chiunque tenti di spiegare la sua poesia. Cohen nasce in Canada il 1934, adolescente suona il folk e il country, studia letteratura scrivendo raccolte di poesie. La prima “Let Us Compare Mythologies” pubblicata nel 1956 dopo gli studi universitari alla McGill University di Montreal. Si trasferisce a New York, frequenta il Greenwich Village, la mecca del folk americano, e in quella fucina di talenti (Dylan e Paul Simon) inizia a musicare i suoi poemi.

Sull’isola greca di Hydra scrive “The Spice-Box Of Earth” e il suo primo romanzo “The Favourite Game”, tradotto e pubblicato in Italia nel 1975 con il titolo “Il gioco preferito”. Storia autobiografica di Lawrence Breavman – figlio di un’antica famiglia ebrea di Montreal – in cui s’interroga sulla morte, l’amore e la guerra, quesiti esistenziali diluiti poi nelle sue canzoni. Segue il racconto “Beatiful losers” nel 1966, dopo aver pubblicato “Flower For Hitler” e altre poesie in “Parasites of Heaven” che include “Suzanne”, testo riproposto nella forma-canzone da Judy Collins (inciderà anche “Dress Rehearsal Rage”). Il brano più coverizzato del repertorio di Cohen, insieme ad Halleluja.

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La spiritualità di Eric Clapton

Eric Clapton nel 2008 vince il suo 19° Grammy per l’album “The Road to Escondido” e si riunisce con il compagno di gruppo nei Blind Faith, Steve Winwood, per tre concerti di grande successo al Madison Square Garden. Nel 2004 crea il “Festival Crossroads Guitar” per raccogliere fondi per il suo centro contro l’abuso levitra free coupon di sostanze in Antigua, e scala la classifica dei bestseller del New York Times con “Clapton: The Autobiography”. È stato felicemente sposato con Melia McEnery Clapton per sei anni, e hanno tre bambine che adorano il loro papà, senza un pensiero verso il suo passato difficile.

Tutto piuttosto tranquillo per un artista il cui lavoro con una Gibson Les Paul ha condotto gli entusiasti della controcultura a dichiarare sui muri delle metropolitane che “Clapton è Dio”, l’uomo “adottato” da Muddy Waters e incaricato di portare avanti l’eredità del blues. Ma la strada del successo non è stata facile da percorrere.

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Intervista ad Aleteia.it riguardo Lucio Battisti

Le canzoni dei grandi non finiscono mai di parlarci. Nel riascoltarle per anni e anni esse possono dischiuderci aree di contenuto a cui non avevamo mai pensato prima, e forse questo avviene perché noi stessi siamo in cammino e mutiamo via via il nostro punto di vista sulle cose. Artisti che non nominano mai elementi del “sacro” nei loro brani possono essere costantemente in cerca del divino, anche se questa ricerca non segue le vie “istituzionali”, ma magari altri percorsi che si perdono nelle bettole e nei bassifondi dell’umanità.

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