Intervista a Michele Lobaccaro

Un professore di Scienze delle Comunicazioni presso il seminario di Molfetta insegnò a me studente di non utilizzare mai aggettivi per qualificare un disco o un film o un libro. In questo caso devo fare un’eccezione, dimenticando quanto appreso sui banchi di scuola e in una città nota per un vescovo che sconvolse la vita di molti, non solo quella dei cristiani. Il monsignore è Don Tonino Bello, il disco è “Un’ala di riserva. Messa laica per Don Tonino Bello” di Michele Lobaccaro, leader e fondatore dei Radiodervish.

L’album annota, tra le tante, le collaborazioni di Franco Battiato e di Caparezza, cresimato da Don Tonino Bello (lo rivela Lobaccaro nell’intervista). Un disco bellissimo, struggente, universale, liturgico ed eucaristico, come scrive Michele nella presentazione della sua opera musicale: “Questa messa laica e sparsa segue le indicazioni desunte nelle numerose riflessioni elaborate dalla stesso do Tonino sulla liturgia eucaristica. Una chiave per me utile è stata l’idea, più volte sostenuta dal vescovo di Molfetta, che la messa dovrebbe metterci in crisi ogni volta e che ci dovrebbe scaraventare fuori, allontanarci dalla ripetizione del già visto per orientarci verso l’inedito. Perché, come scriveva don Tonino, La pace è finita, andate a messa. Ché se vai a messa è finita la tua pace”.

Venerdì 24 giugno ho avuto il piacere di intervistarlo in radio, a conclusione del quarto ciclo di trasmissioni sulle convergenze tra musica contemporanea e cristianesimo. Comprate e godetevi il disco, fino all’ultima nota.

E poi ricominciate. Ne vale la pena!

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