La pelle del mulo

Quattromila persone finite sotto inchiesta della magistratura italiana per aver scaricato illegalmente materiale audiovisivo in internet, utilizzando programmi che permettono il “file-sharing” gratuito come eMule, abbreviazione di electronic MuleMulo elettronico. E’ un software ideato per il sistema Windows il 13 maggio 2002 dal programmatore tedesco Hendrik Breitkreuz. Nel 2007 eMule ha registrato il trecento milionesimo download. Cifra da capogiro che si fatica a quantificare in moneta, pensando ai mancati proventi di dvd e cd musicali finiti in byte e senza costi nei computer di anonimi navigatori web. Un crimine reiterato per centinaia di milioni di volte, secondo le leggi degli stati più industrializzati. Come già scritto nel post precedente, le major discografiche e le case di produzione cinematografica vorrebbero mettere le mani sul mulo elettronico, scuoiarlo e ridurlo in mortadella. Come accadde per Napster il 2000 negli Stati Uniti: le multinazionali della musica trascinarono nelle aule dei tribunali Shawn Fanning, il fondatore pioniere del download gratuito. Fu costretto a vendere la sua creazione, pagando una multa di 25 milioni di dollari per i copyright violati. Ora esiste Napster 2.0, un servizio a pagamento. Riuscirà il nostro mulo ha salvare la pellaccia? Chissà… Scaricare senza autorizzazioni e violando il copyright è ingiusto, è ugualmente un crimine pagare 22 euro un cd o un dvd che a prodotto finito, messi in vendita a 8 euro cadauno, garantirebbero un guadagno del 100% a chi ne detiene i diritti. La questione però è un’altra: provate ad andare in un megastore di dischi, dove una raccolta di John Lennon è incastonata tra un’aspirapolvere e un bracciale contacalorie. Simulate la ricerca dei dischi dei Modest Mouse o dei Church. Vi accorgerete che per la passione musicale non c’è alcun appagamento, gli album tanto attesi non sono in vendita perché poco richiesti. Se possessori di una carta di credito, non rimane che acquistarli in internet, in alternativa bisognerà rassegnarsi ai cd di Cristina Aguilera e ai film dei fratelli Vanzina. Quando non si può comprare un dvd e si vuole rispettare la legge evitando il download in internet, ovunque c’è Blockbuster dove noleggiare un film costa 4.50 euro, l’equivalente del prezzo di un biglietto per il cinema, al mercoledì sera! Il dilemma rimane: praticare il “file-sharing” o no? Ai blogger l’ardua sentenza.

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Diario

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