L’amen che non ti aspetti

I “tardivi digitali” pensano tutto il male possibile dei social media. È un pericolo, un rischio, una perdita di tempo. Il mondo là fuori invece è un vero paradiso. Ciò che sto per raccontare farà cambiare idea riguardo internet?

Il “bla bla bla” mediatico produce relazioni sociali quanto una stretta di mano tra due persone. Nel postare uno status o una foto trasmetto qualcosa di me, soprattutto stabilisco un contatto con gli utenti. Le chat, l’avanguardia del web 1.0 negli anni ’90, sono tornati in auge. Come i servizi di messaggistica. In privato la conversazione è più diretta e personale. Comunico con qualcuno che imparo a conoscere seguendo il suo profilo social (un riflesso di ciò che siamo veramente).

Così è capitato con Auguste. Ha 145 amici, un numero ristretto di persone con cui interloquire. Seleziona le sue “amicizie”, riservato, con la passione per la musica elettronica. Realizza infatti colonne sonore per video giochi utilizzando in modo creativo vecchi Game Boy. Da quando l’ho conosciuto in rete presto più attenzione alle musiche dei videogames. Ora sta per pubblicare un suo EP, per saperne di più bisogna visitare la sua pagina Gas1312.

Con lui discuto via Messenger di Facebook. Non l’ho mai visto di persona e chissà se avrò modo di incontrarlo, prima o poi. Eppure ciò che condividiamo è vero, è una piccola parte di vita vissuta. Qualche giorno fa mi ha inviato un link dal suo account Soundcloud. Mi ha chiesto se volevo ascoltare una sua breve composizione, “Amen”.

Scrive Auguste nel messaggio: “C’è un po’ di lei in quella composizione”.

Un “Amen” inatteso e gradito. Non aggiungo altro.

Papa Francesco riguardo i media affermava:

“I muri che ci dividono possono essere superati solamente se siamo pronti ad ascoltarci e a imparare gli uni dagli altri. Abbiamo bisogno di comporre le differenze attraverso forme di dialogo che ci permettano di crescere nella comprensione e nel rispetto. La cultura dell’incontro richiede che siamo disposti non soltanto a dare, ma anche a ricevere dagli altri. I media possono aiutarci in questo, particolarmente oggi, quando le reti della comunicazione umana hanno raggiunto sviluppi inauditi. In particolare Internet può offrire maggiori possibilità di incontro e di solidarietà tra tutti, e questa è una cosa buona, è un dono di Dio.” (Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, 2014)

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