Resurrezione

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Quest’opera esprime il desiderio che la vita salga e trasformi ogni stagione difficile della storia.

[sito di provenienza: santegidio.org]

L’augurio che questo accada nella vita di tutti. Anche la tua.

Buona e Santa Pasqua

tuo, Max

Il Superiore Generale dei Passionisti scrive

segnoCarissimi fratelli della Congregazione e religiose e laici della Famiglia passionista, il cammino quaresimale ci ha condotto fino a Gerusalemme con Gesù, con i discepoli e con la gente che si domandava se Gesù sarebbe andato per celebrare la Pasqua: “Che ne dite? Non verrà alla festa?” (Gv.11,56). Poteva mancare l’agnello senza macchia da sacrificare per la Pasqua con le erbe amare della sua Passione? “Voi sapete che fra due giorni si celebra la Pasqua e il Figlio dell’uomo sarà consegnato per essere Crocifisso” (Mt.26,2) aveva detto Gesù ai discepoli che avevano tentato di dissuaderlo dal tornare in Giudea: “Maestro, i giudei poco fa tentavano di lapidarti e tu ritorni là?” (Gv.11,7) Una domanda ragionevole e prudente nell’ottica umana, ma Gesù “decise fermamente di andare a Gerusalemme” (Lc. 9,51) tanto da far dire a Tommaso rassegnato,ma fedele: “Andiamo anche noi a morire con lui”. (Gv.7,16)

Eppure l’entrata trionfale di Gesù a Gerusalemme seduto in groppa ad un asinello sembrava presagire un cambio della sua situazione e del suo futuro. Infatti una grande folla agitando rami di palme gridava andandogli incontro “Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore, il re d’Israele!”, ma era soltanto la lampada posta sul candelabro per un giorno come sopra un nuovo monte Tabor: Gesù è la messe biondeggiante nella vallata ormai matura per essere mietuta.

La sua Passione non è un evento occasionale o un errore di calcolo, ma è una scelta precisa e un dono d’amore: “Egli nel dare la vita per noi rivela l’amore che Dio porta agli uomini”. (Cost.5)

A somiglianza dei sette giorni della creazione, la Settimana Santa ci mostra l’amore del Padre del quale la Passione di Gesù è la più alta espressione e “stupenda opera” della sua carità, come ci ricorda il Fondatore.

E noi vogliamo vivere i misteri della Passione e Resurrezione di Gesù, in questo anno 2009, anche alla luce delle Costituzioni delle quali celebriamo il 25° anniversario della loro approvazione da parte della Chiesa. Esse ci ricordano che “Il Battesimo ci immerge nella dinamica pasquale della morte e resurrezione di Gesù” e “la pratica dei Consigli evangelici dovrà risultare una espressione profonda sia personale che comunitaria del mistero pasquale”.

“Noi passionisti facciamo del mistero pasquale il centro della nostra vita.” (c.65) “L’ Eucarestia è il centro delle nostre comunità…alimenta, manifesta, giudica la nostra unione e la nostra comunità di vita nello stesso Spirito”. (c.43) La Pasqua è il centro del cuore della Chiesa e della Congregazione e del cosmo intero.

Scavano le Costituzioni come un aratro il solco sempre più profondo della Passione nella nostra vita. In effetti noi siamo veri ed abbiamo ragione di esistere nella Chiesa e nel mondo se custodiamo vivo come persone consacrate ad esso, il “sacro fuoco” della Passione di Gesù. Questo è il mandato che Gesù ha consegnato con il dono del carisma al Fondatore e ha trasmesso a noi con la vocazione.

“Stia crocifissa con Gesù Cristo”,scrive S. Paolo della Croce in una lettera a Teresa Palozzi e nelle Regole del 1775 prescrive che i missionari dovranno starsene “ritirati per riposarsi ai piedi del Crocifisso”. Per il Fondatore, scrive lo Zoffoli, il tempo quaresimale aveva un senso eccezionalmente fecondo di emozioni, “quando poi arrivava la settimana santa, oh, allora sì che struggevasi in amore compassivo verso Gesù Appassionato” e scriveva alla Grazi il giovedì santo del 3 aprile 1738: “Gesù è morto per darci la vita; …faccia compagnia alla povera Sua madre; ella non muore per miracolo, è tutta immersa nelle pene di Gesù. L’imiti e si lasci inondare dal mare di pene di Gesù e Maria. Resti ai piedi della Croce.” Questo è l’invito che S. Paolo della Croce rivolge anche oggi a noi e noi l’ascoltiamo come figli e persone di fede “consapevoli che la Passione di Cristo continua in questo mondo fino a che egli ritorni nella gloria… Ci studiamo di prendere parte alla tribolazione degli uomini, specialmente dei poveri e degli abbandonati…perché tutti possano conoscere Cristo e la forza della Sua resurrezione.” (c.3) La Pasqua infatti non si ferma all’agnello immolato, al sangue versato, a Gesù deposto dalla Croce e adagiato nel sepolcro nel pomeriggio del venerdì santo quando “si fece buio su tutta la terra”. No!

Il “tutto è compiuto” di Gesù sulla Croce è la conclusione del vecchio tempo e del vecchio uomo e l’inizio del nuovo mondo, della celeste Gerusalemme che scende dal cielo come una nuova creazione. Il “tutto è compiuto” è il chicco di grano appeso sulla croce che muore per dare frutto; è “quando sarò innalzato attirerò tutti a me”. Il “tutto è compiuto” è la tomba vuota la mattina di Pasqua, il primo giorno della settimana quando Maria Maddalena si recò al sepolcro, mentre era ancora buio e vide la pietra rimossa dal sepolcro; è quando lei andò ad annunciare ai discepoli: “Ho visto il Signore”.

Il “tutto è compiuto” è quando Gesù risorto venne in mezzo ai discepoli radunati a porte chiuse per paura e disse ” Pace a voi!” E detto questo mostrò loro le mani e il fianco. Si rallegrarono i discepoli, vedendo il Signore. Poi disse di nuovo: “Pace a voi! Come il padre ha mandato me, così io mando voi”. Detto ciò, soffiò su di essi e disse loro: “Ricevete lo Spirito Santo…” E’ la Missione, è la Chiesa! Siamo noi! Sì! “Il Signore è veramente risorto ed è apparso a Simone”. Fa, o Signore, che ti riconosciamo nello spezzare il pane come i discepoli di Emmaus e che ci arda il cuore quando cammini con noi lungo il cammino dei nostri giorni e della storia della Congregazione e ci spieghi la tua parola e i progetti che hai per noi.

Tu sai che come ti rispose Pietro sulle rive del lago di Genezaret anche noi ti amiamo nonostante che ti abbiamo a volte rinnegato, o siamo stati increduli come Tommaso o paurosi come i discepoli durante la tua Passione. Signore aprici il cuore alla confidenza e alla solidarietà tra noi e con coloro che “sono crocifissi oggi” dall’ingiustizia e dalla fame di pace. Signore fa che ci apriamo alla novità di vita che è la Tua resurrezione, alla fiducia nella Tua presenza tra noi e in quanto stiamo attuando per dare nuova vitalità alla missione alla quale ci hai chiamati.

Alleluia! Alleluia! Buona Pasqua a tutti i religiosi della Congregazione specialmente agli “infermi che partecipano in modo più intenso alla passione di Cristo” (c.29); Buona Pasqua agli anziani che possono arricchire con la loro esperienza e testimonianza le comunità e ai formatori e ai giovani che vivono oggi in un mondo non facile; Buona Pasqua alle Monache Passioniste che sono parte della nostra missione con la preghiera; Buona Pasqua alle religiose, religiosi e laici della Famiglia passionista che partecipano con noi allo stesso carisma; Buona Pasqua ai Vescovi passionisti, ai Superiori maggiori e ai Consultori generali con i quali nel servizio condivido fraternità e progetti.

Un ricordo affettuoso ai nostri defunti che vivono già la Pasqua eterna, un ricordo anche a quanti in Italia hanno perduto la vita nel terribile terremoto dell’Aquila, ai feriti, a quanti sono rimasti senza casa e a coloro che soffrono per questa situazione.

A TUTTI BUONA PASQUA!

Padre Ottaviano D’Egidio, Superiore Generale cp

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Carissimi amici,

sono Jacopo Sipari di Pescasseroli del Rotaract Roma Nord. Vi chiedo scusa fin d’ora se uso la mail generale del distretto ma è necessario che tutti si rendano davvero conto di quello che stiamo vivendo. La mia famiglia vive a L’Aquila e anche io ieri notte ero là a dormire e ho subito la fine del mondo. Non c’è più niente. E’ tutto distrutto. Mi hanno estratto da sotto una libreria e sono vivo per miracolo. Non abbiamo più niente, non abbiamo più case, non abbiamo più affetti o amici, quelli di una vita. Non sappiamo dove andare. Ho visto padri che scavano con le mani per salvare figli già morti, madri che piangono ininterrottamente da più di 30 ore. C’erano delle coppie sposate da più di cinquantanni che sono stati ritrovati abbracciati sul letto schiacciati dalle macerie. Questo è il terremoto de L’Aquila. Non abbiamo più neanche una chiesa dove ritirarci in preghiera. Dico fin d’ora grazie a tutti per tutto quello che state facendo per noi. Grazie davvero per i vostri pensieri, per gli innumerevoli messaggi, email, telefonate da ogni parte del mondo.Vi prego davvero di continuare così. Pregare per noi. Pregate perchè ne abbiamo davvero bisogno.

Jacopo a nome di tutti gli Aquilani.

Grazie a tutti. Di cuore.

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