Rumori blasfemi

Brani avversi alla religione cristiana – e che inevitabilmente piacciono più di quelli “spirituali” – riempiono la discografia mondiale della musica pop e rock. Alcune canzoni suonano il mancato incontro con l’Aldilà oppure offrono una visione distorta di Dio. Ho pensato ad una playlist di canzoni irreligiose o irriverenti. Forse blasfeme, di sicuro prive di manifeste simpatie per Gesù ma cariche di tensione verso l’Alto. C’è chi lo raggiunge, mentre altri rinunciano a cercarlo. La musica vive di paradossi.

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I love Paris

Ho seguito gli avvenimenti tragici di Parigi. Le stragi nella redazione di Charlie Hebdo e nel supermercato ebraico hanno lasciato tutti sgomenti. Continuo a guardare le immagini della gente che ha manifestato in nome della libertà d’espressione, dei potenti in strada per la Marcia Repubblicana dell’undici gennaio. E ho in testa una canzone, forse la più adatta: “I love Paris” di Col Porter, preferita nella versione dei Les Négresses Vertes. Perché mi piace la loro rivisitazione? Semplice, loro sono figli di immigrati algerini e cantano l’amore sconfinato a Parigi, nonostante la città li abbia relegati ai margini. Una passione che non cede alle brutture della vita, un legame che si rinsalda quando il sole splende sulla città e sui parigini.

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