Leonard Cohen e quel crocefisso vilipeso

“Come un uccello sul filo, come un ubriaco in un coro di mezzanotte, ho provato a modo mio ad essere libero”. È un passaggio di Bird On The Wire di Leonard Cohen, un ebreo non osservante, uno spirito libero e inquieto che semina chiunque tenti di spiegare la sua poesia. Cohen nasce in Canada il 1934, adolescente suona il folk e il country, studia letteratura scrivendo raccolte di poesie. La prima “Let Us Compare Mythologies” pubblicata nel 1956 dopo gli studi universitari alla McGill University di Montreal. Si trasferisce a New York, frequenta il Greenwich Village, la mecca del folk americano, e in quella fucina di talenti (Dylan e Paul Simon) inizia a musicare i suoi poemi.

Sull’isola greca di Hydra scrive “The Spice-Box Of Earth” e il suo primo romanzo “The Favourite Game”, tradotto e pubblicato in Italia nel 1975 con il titolo “Il gioco preferito”. Storia autobiografica di Lawrence Breavman – figlio di un’antica famiglia ebrea di Montreal – in cui s’interroga sulla morte, l’amore e la guerra, quesiti esistenziali diluiti poi nelle sue canzoni. Segue il racconto “Beatiful losers” nel 1966, dopo aver pubblicato “Flower For Hitler” e altre poesie in “Parasites of Heaven” che include “Suzanne”, testo riproposto nella forma-canzone da Judy Collins (inciderà anche “Dress Rehearsal Rage”). Il brano più coverizzato del repertorio di Cohen, insieme ad Halleluja.

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“Prete in automobile”: episodio 1

Come già annunciato la settimana scorsa, ogni sabato pomeriggio posto sul blog una breve clip dei miei viaggi su strada condivisi su Twitter e Instagram.

Venerdì 20 marzo ho accompagnato il Superiore Generale P. Jaochim Rego – in visita alla nostra Provincia religiosa – presso le comunità della Calabria. La sera prima ho concelebrato una santa messa insieme a  lui e ad altri sacerdoti e Superiori nel ritiro dei passionisti a Manduria, dove abito. La sua omelia era incentrata sulla storia di un ragazzo che descriveva il suo dolore e la rinascita disegnando un vaso rotto attraverso cui passava una luce.

Ascolta l’audio dell’omelia:


Ho pensato immediatamente a una canzone di Leonard Cohen che include un verso, tra i più belli mai ascoltati: “In tutto c’è una crepa. Ed è così che la luce può entrare” (Leonard Cohen, “Anthem”).

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