Classifica del 2015

Qui scrivo di due racconti e di due album che nel 2015 mi hanno fatto venir voglia di spalancare le porte ed entrare in comunione con gli altri.

Saturns Pattern – Paul Weller

In Italia la musica è finita per colpa delle radio che trasmettono canzoni terribili e di Rai 5 che ha deciso di cancellare “Ghiaccio Bollente” di Carlo Massarini, unico programma tv  in grado di promuovere cultura musicale. L’album di Paul Weller è il mio disco per il 2015, il più interessante perché mescola in modo sublime il punk degli Stooges, il jazz moderno e il soul anni ’70. Nessuno se ne è accorto! Weller è in pace con se stesso, consapevole del suo ruolo nel mondo. Però non si siede sugli allori del successo, né si stanca di cercare ovunque la felicità. È positivamente inquieto, lo si capisce dal suo modo di cantare e dalla linea melodica del disco, compiuta e stranamente pop. I testi parlano di scelte esistenziali sotto un cielo che minaccia tremenda vendetta (White Sky), c’è la resurrezione e il riscatto (Pick It Up), non manca il riferimento al rapporto padre-figlio (Saturns Pattern), inni all’amore umano che deve giungere a qualcosa di più grande (These City Streets). Si candida ad essere il mio album anche nel 2016.

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Nessuno nasce sacerdote

Al sesto mese Anna Maria stette male. La levatrice, accorsa d’urgenza, porse mesta la possibilità che sgravasse in anticipo, che il nascituro non sopravvivesse e che ci fossero rischi per la stessa madre. Giuseppe si raccomandò alla Madonna del Carmine. Entrava in chiesa per lunghe preghiere. Siccome il pericolo perdurava, gli scappò di prometterle che quell’innocente che lottava per la vita, sua e della madre, se fosse nato maschio lo avrebbe incanalato sulla via del sacerdozio. Fuori, ritrattò. Perché temette d’essersi macchiato di un peccato grave: non stava a lui decidere il figlio prete, ma direttamente al Padreterno. Tornò indietro a correggere: gli avrebbe insinuato l’idea, provando a fargliela piacere, preparandolo a cogliere la chiamata, se e quando fosse arrivata, nulla più. Un semplice supporto allo Spirito Santo, insomma. Si sentì a posto con la coscienza.

(Mimmo Gangemi, “La Signora di Ellis Island”, pp. 287-288, Einaudi) Read More…