Classifica del 2015

Qui scrivo di due racconti e di due album che nel 2015 mi hanno fatto venir voglia di spalancare le porte ed entrare in comunione con gli altri.

Saturns Pattern – Paul Weller

In Italia la musica è finita per colpa delle radio che trasmettono canzoni terribili e di Rai 5 che ha deciso di cancellare “Ghiaccio Bollente” di Carlo Massarini, unico programma tv  in grado di promuovere cultura musicale. L’album di Paul Weller è il mio disco per il 2015, il più interessante perché mescola in modo sublime il punk degli Stooges, il jazz moderno e il soul anni ’70. Nessuno se ne è accorto! Weller è in pace con se stesso, consapevole del suo ruolo nel mondo. Però non si siede sugli allori del successo, né si stanca di cercare ovunque la felicità. È positivamente inquieto, lo si capisce dal suo modo di cantare e dalla linea melodica del disco, compiuta e stranamente pop. I testi parlano di scelte esistenziali sotto un cielo che minaccia tremenda vendetta (White Sky), c’è la resurrezione e il riscatto (Pick It Up), non manca il riferimento al rapporto padre-figlio (Saturns Pattern), inni all’amore umano che deve giungere a qualcosa di più grande (These City Streets). Si candida ad essere il mio album anche nel 2016.

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