Pregando per le vie di Roma con una canzone gospel

Durante la permanenza a Roma, ero solito passeggiare al mattino per le vie del centro storico. Abitavo in una casa religiosa sul Colle Celio, la Casa Generalizia dei Padri Passionisti. Al sabato cambiavo percorso e mi spingevo fino alla Basilica di Santa Maria Maggiore. Entravo in chiesa, mi sedevo per pregare e qualche volta ne approfittavo per confessarmi. Era un bel vedere. Percorrendo quelle vie incontravo – non di rado – le stesse persone. Buffo. Scattavo fotografie con il cellulare e mi divertivo postandole su Instagram e su Twitter. Io che un fotografo non lo sono mai stato (clicca qui e guarda le foto).

Nelle playlist che preparavo per le passeggiate romane piazzavo sempre “Jesus” di Amos Lee in fondo alla lista. Camminavo e sgombravo la mente dai brutti pensieri. La musica faceva da colonna sonora al rosario filosofico con le sinfonie di Bach, le ballate dei Chief e l’ironia di Enzo Jannacci. Quando il fiato si faceva corto, mi caricavo con i Kasabian e David Bowie per terminare il solito tragitto di 6 chilometri.

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