Le leggi fondamentali della stupidità umana

In un sala d’aspetto di un aeroporto, molti anni fa, acquistai un libro che raccoglie due deliziosi e piccoli saggi, a cura di Carlo M. Cipolla, dal titolo “Allegro ma non troppo” (ed. Il Mulino).

Apprezzai soprattutto il secondo saggio Le leggi fondamentali della stupidità umana. Gli uomini sono suddivisi in quattro categorie: gli intelligenti, gli sprovveduti, i banditi e gli stupidi. L’intelligente agisce a vantaggio suo e degli altri. Lo sprovveduto agisce senza riflettere, danneggiando così se stesso e – involontariamente – procurando un beneficio agli altri. Il bandito è il più furbo, cattivo. Volutamente, danneggia il prossimo, curando i suoi interessi. Lo stupido, infine, credendo di agire da bandito e in modo intelligente, provoca un danno agli altri e a se stesso.

Il libro, nella vecchia versione, è impreziosito da disegni di Tullio Pericoli. Nella nuova versione, dedicata al secondo saggio, ci sono le illustrazioni di Altan.

Lo consiglio, soprattutto per difendersi dagli stupidi e dai banditi.

Il priore di Barbiana

Don Lorenzo Milani

“Se anche per caso si siede senza essersi fatto il segno della croce può darsi che la croce che ha dentro sia più austera e più grande e più umiliante che quella che s’è dimenticato di tracciare per l’aria” (Don Lorenzo Milani)

Catechesi ai giovani della diocesi di Cosenza, 9 maggio 2017


“Io sono la resurrezione e la luce,
non potrei mai odiarvi come vorrei”

Dalla torre del municipio di Manchester in Inghilterra lo canta il Gesù protagonista della Passione portata in scena per le vie della città e trasmetta in diretta sul terzo canale della BBC, la televisione inglese. Era il 2006. L’idea fu di attualizzare la storia di Gesù in una delle metropoli più complesse d’Europa. La narrazione televisiva è stata accompagnata dall’esecuzione dal vivo di canzoni scritte in altri contesti e per scopi non religiosi. Brani di Robbie Williams, Morrisey, Oasis, James, New Order associati a figure come Ponzio Pilato, Pietro e la Vergine Maria. Il verso ascoltato poco fa è tratto da una canzone degli Stone Roses, gruppo di Manchester, come gli altri artisti prima elencati. L’esperimento fu replicato a Natale l’anno successivo nella città di Liverpool per celebrare la nascita del Salvatore. Tentativi ben riusciti: hanno reso comprensibile il mistero di Cristo ai cosiddetti “lontani”. Gesù che nasce, soffre, muore e risorge è concreto, avvicinabile, reale.

Rappresentare la sua vita per le strade d’una città vuol dire avvicinarsi a Lui con occhi nuovi e proiettare nella tua esperienza le conseguenze dell’Incarnazione del Figlio di Dio che nasce, muore e risorge perché tu sia veramente felice. Tutti siamo in cammino, verso quale meta solo Dio lo sa. E tu giovane, per le strade della vita sperimenterai le stesse vicende di Gesù. Vivrai l’amore e conoscerai pure l’odio, la fedeltà di un caro amico e il tradimento di un nemico, la compagnia di un padre e di una madre e l’abbandono di chi non ti vorrà più. La tua, la mia e la nostra storia è un racconto splendido e sanguinoso di morte e di resurrezione.

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