Il nostalgismo in tv uccide la musica

Ho appena spento il televisore, dopo aver visto il programma su La 7 “Quello che non ho” di Fabio Fazio e di Roberto Saviano. Nulla da dire sui contenuti della trasmissione, una maratona lunga dieci ore e di parole spese bene. Un vero record. Una cosa non mi è piaciuta: la scelta musicale d’intervallare i monologhi degli ospiti in studio con alcune cover di brani celebri. Canzoni di Bob Marley, Beatles, Simon & Garfunkel, Sam Cooke, Bob Dylan, Leonard Cohen, U2. Senza dimenticare l’intervento di Francesco Guccini sulla musica d’autore, mostratosi riluttante e intelligente a non volerle ricantare.
Inutile citare il brano ispiratore “Quello che non ho” di Fabrizio De André, l’unica scelta musicale da salvare. Non ho visto tutte le puntate, quindi probabile che non abbia messo in elenco qualche altro dio dell’olimpo della musica, tutti interpretati in modo poco originale – mi spiace scriverlo – da Elisa, verso cui nutro sincera ammirazione.
In un tweet (immagine in alto a destra) ho scritto: “Una tv che non parla ai giovani: l’Italia è un paese per vecchi”. La scelta artistica degli autori è stata chiara: rivolgersi a un pubblico non giovanissimo, preferibilmente “radical-chic” e idolatra del pensiero del ’68, di cultura medio alta, con un profilo su Twitter perché Facebook è roba da cafoni. (leggi tutto)
L’eternità secondo i P.O.D.
Ritorna la band rock d’ispirazione cristiana P.O.D., quelli di “Youth Of The Nation”. Il brano “Lost In Forever” anticipa l’uscita a giugno del nuovo album “Murdered Love” realizzato con la complicità di Sen Dog dei Cypress Hill.
La canzone impressiona per il tema trattato: l’eternità, quella celeste che il protagonista spera di poter abitare per sempre. Un desiderio che si contrappone a tutto ciò che è finito in terra. Un luogo delimitato da un recinto che imprigiona l’uomo nella sua cronica e infinita solitudine.
Cat Power e il libro dell’Esodo
“I saw you outside that hole. Your skull girl outside that hole. Your eyes glistened by the sound. And the light of God”. E’ il finale lieto di una storia invece dolente, cantata da Cat Power nel brano In This Hole, incluso nell’album What Would the Community Think. Charlyn “Chan” Marshall, questo il suo vero nome, è una songwriter americana, nata in Georgia e di fatto newyorkese. Una discografia lunga nove dischi, se si esclude Live Session, inciso in esclusiva per iTunes.
La Marshall ha attraversato varie stagioni, stili e prose. Dall’album Dear Sir a Moon Pix i suoi testi sono istintivi e profondi, la musica cupa, minimale.
In This Hole sintetizza la sua fase artistica più tenebrosa, le parole all’inizio picchiano duro: “I saw you asleep beside a hole. Your skull inside a hole. Your eyes blankened by the sound. And the thought of God”. Un fatto grave che suscita nell’animo dell’ascoltatore la voglia di scappare via dal buco nero della tragedia raccontata con dovizia di particolari. Una specie di metamorfosi kafkiana all’incontrario, o la rilettura della resurrezione di Lazzaro, narrata nel capitolo 11 del libro di Giovanni.
Nella versione successiva inclusa nel cd The Covers Record, i minuti (quattro) del brano simboleggiano i quattro giorni di Lazzaro nel sepolcro: “Venne dunque Gesù e trovò Lazzaro che era già da quattro giorni nel sepolcro” (Gv 11,17). La luce dopo il tunnel, la vita dopo la morte, ciò accade nel brano di Power, come nella scena evangelica giovannea, in un gioco di sguardi tra Gesù, Marta e Maria. “Your eyes blankened by the sound/ And the thought of God…” sono parole che puzzano di morte, occhi anneriti dal dolore e dalla mancanza di fede in Dio. “Your eyes glistened by the sound/ And the light of God” invece lo scintillio di vita che appare negli occhi delle sorelle di Lazzaro al grido: “Vieni Fuori!”, lo sguardo di Gesù che brilla guardando il Cielo provvido. (leggi tutto)




Anche io sono un uomo
Avvenne che, mentre Pietro stava per entrare [nella casa di Cornelio], questi gli andò incontro e si gettò ai suoi piedi per rendergli omaggio. Ma Pietro lo rialzò, dicendo: «Àlzati: anche io sono un uomo!». Poi prese la parola e disse: «In verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenze di persone, ma accoglie chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque nazione appartenga».
(leggi tutto)