I belong to the sky

GIORNO 36

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Ho rovinato l’umore a una classe intera, e l’ho fatto di proposito. Alla fine del video qualcuno ha detto che era deprimente. Ho risposto «Esatto», perché era l’effetto che volevo. Ci ero arrivato per una strada indiretta. La settimana prima, durante una lezione, una studentessa aveva avuto una crisi di panico. Una compagna si è fatta carico di lei con una compassione che nessuno le aveva chiesto, come il samaritano della parabola evangelica, che passando accanto a un uomo ferito lo vide e ne...

GIORNO 35

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Ogni anno, a settembre, imparo i nomi degli studenti. Li leggo sul registro uno dopo l’altro e provo ad abbinarli ai volti. Con alcuni basta un attimo. Interrompono, scherzano, occupano lo spazio come se fosse una proprietà di famiglia. Li riconosco il primo giorno, spesso prima di sapere come si chiamano. Poi ci sono gli altri, quelli che il registro nomina e la classe non mostra. Stanno in fondo o di lato, parlano poco e mai a voce alta. Fisso lo sguardo su di loro per capire chi siano, e mi...

GIORNO 34

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Prima ora, una quarta classe. Entro in aula e sulla lavagna trovo gli appunti di una lezione sull’Illuminismo e su Cesare Beccaria. La tortura non è mai stata un deterrente. Non è l’intensità della pena a far paura, ma la sua durata. Più sotto, il contrappasso di Dante. Poi una riga che mi ferma: la Chiesa permette la pena di morte. I ragazzi mi dicono che della lezione non ricordano granché. Ma la riga è lì, scritta con la stessa calma delle altre, ed è il genere di frase che si copia sul...

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