GIORNO 39

Ho dato a una quinta liceo un compito senza voto. Scrivere, in forma anonima, una lettera a Dio, libera nel tono e nei contenuti, da consegnare la lezione successiva. Per scaldare i motori ho fatto ascoltare “Dear God” degli XTC.

La scelta può sembrare un azzardo. La canzone di Andy Partridge è una lettera a Dio scritta da chi gli presenta il conto, tra guerre, dolore e promesse non mantenute, fino a dirgli che non crede più in lui. Nasce quasi di nascosto. Esce nel 1986 come lato B del singolo “Grass”, fuori dall’album “Skylarking”. Poi i dj americani la mettono in onda al posto del lato A e la casa discografica richiama le prime copie per ristamparlo con il brano dentro. Lo stesso Partridge ha detto che il testo non rappresentava del tutto le sue idee sulla religione. Intanto gli arrivavano minacce e lettere d’odio, il che dimostra quanto si possa arrabbiare qualcuno per una canzone rivolta a un Dio che, a suo dire, non c’è.

Qui sta il paradosso che volevo far vedere ai ragazzi. Chi scrive «caro Dio» per dirgli che non esiste gli sta già scrivendo. Un destinatario ci vuole sempre. I salmi lo sapevano bene, e non si trattenevano affatto. «Mio Dio, grido di giorno e non rispondi; di notte e non c’è tregua per me», dice il salmista (Sal 22,3). Lo stesso salmo pronunciato da Cristo inchiodato alla croce. Nessuna formula di cortesia, soltanto un uomo che alza la voce con Chi, evidentemente, ritiene capace di ascoltare.

C’è un secondo motivo per cui ho tolto il voto. A scuola scriviamo sempre per essere giudicati, e anche una lettera sincera diventa subito una prestazione. Senza voto e senza nome, forse resta qualcosa di vero. Dio Padre, del resto, non assegna punteggi.

Ai ragazzi non ho chiesto fede, e non mi sarebbe stato possibile. Ho detto che il compito vale anche per me. Anch’io ho dubbi, e corrispondo sempre poco a Dio nonostante i doni che mi ha fatto. Ho detto che vorrei cercare insieme a loro una via per accorciare le distanze, perché un insegnante troppo sicuro di sé e che finge una prossimità con il Cielo sarebbe poco credibile in questa materia.

Non so che cosa troverò nelle lettere. Alcune saranno sbrigative, altre furiose, e sono pronto a leggere anche quelle in cui nessuno risponde. Le raccoglierò in una scatola, senza nomi. Di ciò che c’è dentro scriverò nei prossimi post.

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