GIORNO 8

Arrivando a scuola, noto uno striscione con scritto “Meno soldi alle armi, più fondi alla scuola”. Lo scrivo subito, non sono d’accordo. Ho amici in Ucraina che hanno perso tutto; se dovessero bombardare me, i miei cari, la mia casa, la mia città, vorrei che qualcuno mi aiutasse. Solo retorica becera di una parte politica che non comprendo più.

Due insegnanti mi salutano all’ingresso, e noto la scuola vuota, perché i ragazzi hanno scioperato. Una delle due colleghe vede la croce d’argento che porto sulla polo blu, segno distintivo del mio sacerdozio, e dice «Che bella». Io rispondo che i ragazzi la notano, attira gli sguardi. È Cristo in croce che attira tutti a sé. La collega aggiunge «Questi ragazzi hanno bisogno di Lui», e io le dico «Loro non lo sanno, ma è così».

Don Camillo, in un paese ostile, trova nel Crocifisso l’unico interlocutore che non lo lascia mai solo. Bob Dylan, alla fine degli anni Settanta, cantò come nessuno sia davvero libero dal servire qualcuno, lo sappia o no.

Poi la conversazione prosegue, ma non più con me. Le due insegnanti restano sulla soglia e una chiede all’altra «Tu credi?». E l’altra, dopo una pausa, risponde «Sì…». Un sì incerto, a mezza voce, che non chiude la questione. Eppure, intanto, hanno cominciato a parlare di Lui.

È la scena dei discepoli di Emmaus. Due uomini in cammino, delusi, che discutono tra loro di ciò che è accaduto; proprio mentre ne parlano, Gesù si avvicina e cammina con loro, senza che lo riconoscano. Non servivano certezze; bastava che il discorso non si chiudesse. A volte la fede comincia così, da una domanda fatta a un’altra persona su una soglia, davanti a una scuola svuotata dallo sciopero.

Io mi sono limitato a portare una croce sul petto e a lasciare che qualcuno la guardasse. Il resto non dipende da me. Lavoriamo perché questo incontro, questo destino inevitabile che è Cristo, accada nelle circostanze più comuni, nei luoghi frequentati abitualmente.

Don Camillo, esiliato in un paesino di montagna, si lamentava con il Cristo dell’altare perché lassù non succedeva niente, una malinconia da impazzire. Il Cristo sorrideva e non era d’accordo. Gli faceva notare che ogni mattina il sole nasce e ogni sera tramonta, che le stelle girano sopra la sua testa, che l’erba spunta nei prati. E concludeva «Mi pare che succedano le cose più importanti».


CITAZIONI

  • «E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me» (Gv 12,32);
  • «Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro» (Lc 24,15);
  • Giovannino Guareschi, Mondo piccolo. Don Camillo e il suo gregge, Rizzoli, Milano 1953 (racconto dell’esilio a Monterana); sul Crocifisso dell’altare, anche Mondo piccolo. Don Camillo, Rizzoli, Milano 1948. Film Il piccolo mondo di Don Camillo, regia di Julien Duvivier, Francia/Italia 1952, con Fernandel e Gino Cervi;
  • Bob Dylan, Gotta Serve Somebody, da Slow Train Coming, Columbia Records, 1979.

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