Catechesi ai giovani della diocesi di Cosenza, 9 maggio 2017


“Io sono la resurrezione e la luce,
non potrei mai odiarvi come vorrei”

Dalla torre del municipio di Manchester in Inghilterra lo canta il Gesù protagonista della Passione portata in scena per le vie della città e trasmetta in diretta sul terzo canale della BBC, la televisione inglese. Era il 2006. L’idea fu di attualizzare la storia di Gesù in una delle metropoli più complesse d’Europa. La narrazione televisiva è stata accompagnata dall’esecuzione dal vivo di canzoni scritte in altri contesti e per scopi non religiosi. Brani di Robbie Williams, Morrisey, Oasis, James, New Order associati a figure come Ponzio Pilato, Pietro e la Vergine Maria. Il verso ascoltato poco fa è tratto da una canzone degli Stone Roses, gruppo di Manchester, come gli altri artisti prima elencati. L’esperimento fu replicato a Natale l’anno successivo nella città di Liverpool per celebrare la nascita del Salvatore. Tentativi ben riusciti: hanno reso comprensibile il mistero di Cristo ai cosiddetti “lontani”. Gesù che nasce, soffre, muore e risorge è concreto, avvicinabile, reale.

Rappresentare la sua vita per le strade d’una città vuol dire avvicinarsi a Lui con occhi nuovi e proiettare nella tua esperienza le conseguenze dell’Incarnazione del Figlio di Dio che nasce, muore e risorge perché tu sia veramente felice. Tutti siamo in cammino, verso quale meta solo Dio lo sa. E tu giovane, per le strade della vita sperimenterai le stesse vicende di Gesù. Vivrai l’amore e conoscerai pure l’odio, la fedeltà di un caro amico e il tradimento di un nemico, la compagnia di un padre e di una madre e l’abbandono di chi non ti vorrà più. La tua, la mia e la nostra storia è un racconto splendido e sanguinoso di morte e di resurrezione.

Le leggi fondamentali della stupidità umana

In un sala d’aspetto di un aeroporto, molti anni fa, acquistai un libro che raccoglie due deliziosi e piccoli saggi, a cura di Carlo M. Cipolla, dal titolo “Allegro ma non troppo” (ed. Il Mulino).

Apprezzai soprattutto il secondo saggio Le leggi fondamentali della stupidità umana. Gli uomini sono suddivisi in quattro categorie: gli intelligenti, gli sprovveduti, i banditi e gli stupidi. L’intelligente agisce a vantaggio suo e degli altri. Lo sprovveduto agisce senza riflettere, danneggiando così se stesso e – involontariamente – procurando un beneficio agli altri. Il bandito è il più furbo, cattivo. Volutamente, danneggia il prossimo, curando i suoi interessi. Lo stupido, infine, credendo di agire da bandito e in modo intelligente, provoca un danno agli altri e a se stesso.

Il libro, nella vecchia versione, è impreziosito da disegni di Tullio Pericoli. Nella nuova versione, dedicata al secondo saggio, ci sono le illustrazioni di Altan.

Lo consiglio, soprattutto per difendersi dagli stupidi e dai banditi.

Un Papa pop: intervista a padre Granieri


In coincidenza con l’anniversario e, poco prima del prossimo 25 marzo, data in cui Francesco si recherà a Milano, Rolling Stones Italia gli ha dedicato la copertina definendolo un “papa pop”, che chiede ai giovani di “fare chiasso”. Abbiamo intervistato a tal proposito, padre Massimo Granieri un fine conoscitore di cultura e musica contemporanea, offrendoci una gustosa intervista.

Ha mai acquistato Rolling Stones (d’ora in poi, RS)?

Quand’ero più giovane compravo RS nella versione americana, prima che venisse pubblicata la versione italiana­ (2003, ndr.)­ Per i cultori del rock la rivista era uno strumento importante d’informazione: il web ancora non esisteva. Anni fa smisi di acquistarlo, cancellai l’abbonamento, era deludente nei contenuti. Questa volta ho fatto un’eccezione perché c’era Francesco in copertina. Appena acquistato, mentre uscivo dall’edicola, mi è arrivata la richiesta da parte di Parola di Vita per questa intervista. Una strana coincidenza. RS non è la voce autorevole dei giovanissimi. Rappresenta la mia generazione e quelle precedenti alla mia. Il nome fa vendere copie. Sfogliandola si nota subito quanto sia diventata terribilmente commerciale. Privilegia la pubblicità anziché contenuti di qualità. Più che una rivista rock corredata da recensioni, per certi versi ha un taglio glamour. Nella sezione “Rock and Roll” trovi una foto di Katy Perry (Kate Perry!) affiancata a Bruce Springsteen, una pop star con un’icona nella storia della musica mondiale. Tremendo. Basta sfogliarlo rapidamente per rendersene conto.