Un brano inutile
“Che disagio, questa canzone è una gang bang di stereotipi e critiche qualunquiste. Sei il figlio di papà più raccomandato e meno talentuoso dai tempi di Jordi Crujiff, che almeno ha avuto il grande pregio di segnare all’Inter una volta nella sua vita”. E’ uno dei tanti giudizi condivisi sul canale YouTube di Pico, figlio di Enrico Ruggeri, reo d’aver scritto il brano più brutto del 2011 riguardo la fede cristiana, “Papa su Facebook”. (leggi tutto)
Musica e fede cristiana: il meglio del 2011
Come ogni fine anno, arriva il listone delle dieci canzoni cosiddette “ispirate” dalla fede cristiana. I brani scelti e prodotti nel 2011 sono meno centrati sulla figura di Cristo: nella classifica il Signore viene pronunciato una sola volta. Ora si percepisce la paura di non vivere dignitosamene, causa la recessione economica. Si cerca una protezione, un rifugio sicuro.
Involontariamente tutte le canzoni diventano speranzose, inni alla perseveranza, come l’intero disco “Mylo Xyloto” dei Coldplay. In Italia invece i testi riferiti alla religione sono insolenti, vedi e ascolta gli Zen Circus e Caparezza, esclusi per un fallo a gamba tesa sulla religione cattolica, da cartellino rosso. (“Nati per subire” degli Zen Circus rimane tra i migliori album italiani del 2011).
Nella classifica manca Sogno no. 1 di Fabrizio De Andrè, progetto magnifico di Geoff Westley, già produttore in Italia di Lucio Battisti. Con la London Symphony Orchestra ha arrangiato in chiave sinfonica alcuni tra i brani più celebri di De André, inclusi quelli cristiani. Fabrizio De André non può essere classificabile né racchiuso in una Top Ten: è semplicemente inarrivabile.
Allora… Partiamo dal gradino più basso della classifica.
In dolce attesa

Ieri, domenica. Durante un ritiro spirituale alle suore passioniste a Roma e in cappella per celebrare la santa messa, vedo una statua raffigurante la Vergine Maria incinta, col pancione. (leggi tutto)






